Colpa loro se le partite sono brutte

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L’ex tecnico critica il ritmo del campionato e la gestione delle squadre italiane in Europa. Nel mirino anche gli arbitri e le scelte dirigenziali.

La sentenza di Fabio Capello è netta e non risparmia nessuno. Dalle scelte dirigenziali fino alla gestione arbitrale, l’ex tecnico punta il dito contro il sistema. Nel mirino finiscono club, allenatori e direttori di gara. Secondo l’ex tecnico, oggi opinionista, la responsabilità dello spettacolo povero offerto dal campionato è collettiva. E la fotografia, come rivela al Corriere della Sera, è impietosa: “La Serie A è un calmante“.

Un campionato troppo lento

Per Capello il problema principale è il ritmo. “Le nostre partite sono un calmante, la lentezza è esasperante: andiamo piano, piano, piano“, spiega nell’intervista al Corriere della Sera. La colpa, secondo l’ex allenatore, è anche degli arbitri che spezzettano continuamente il gioco. In Europa, sostiene, il metro è diverso e il calcio scorre con maggiore intensità. Questo divario poi emerge quando le italiane si confrontano fuori dai confini nazionali. Il risultato è un campionato che perde brillantezza e competitività internazionale.

Inter e Juve nel mirino

Tra le squadre analizzate c’è l’Inter, criticata per l’atteggiamento prudente in Europa e per alcune scelte di Cristian Chivu. Capello sottolinea come la squadra avesse l’organico per competere su tutti i fronti, ma abbia dato segnali negativi privilegiando il campionato. Dubbi anche sulla Juventus, alle prese con una crisi che lui definisce di personalità. Le difficoltà difensive e la mancanza di assimilazione dei concetti tattici pesano sul rendimento. Servono, secondo Capello, meno alibi e più identità.

Dirigenti e arbitri sotto accusa

Non solo campo: nel mirino finiscono anche i dirigenti. Il lavoro di Damien Comolli, sostiene Capello, “andrebbe messo in discussione“, mentre elogia la competenza di Massara. Sugli arbitri il giudizio è ancora più duro: “Gli arbitri non conoscono la dinamica del gioco del calcio“. L’ex tecnico critica l’eccesso di fischi e l’introduzione di falli considerati troppo fiscali. La soluzione proposta è chiara: affiancare al Var un ex giocatore o un ex allenatore. Solo così, secondo il vate di Pieris, si può restituire fluidità e autenticità al nostro calcio.

Capello boccia tutti, da Comolli a Chivu fino agli arbitri: "Colpa loro se le partite sono brutte" Ansa

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