La cantautrice pugliese in gara al Festival di Sanremo 2026 ha un padre ex difensore e volto noto negli anni Ottanta, tra gli appassionati di C
Serena Brancale ha restituito, attraverso musica e testo, un frammento del rapporto con sua madre. Classe 1989 è nata a Bari, figlia di Agostino Brancale – ex calciatore di Serie C – e di Maria De Filippis, musicista e insegnante italo-venezuelana alla quale è dedicata la canzone «Qui con me», presentata al Festival di Sanremo 2026 con la sorella Nicole, che dirige l’orchestra.
Serena Brancale, il papà calciatore
Proprio la mamma l’ha supportata nel curare il suo talento musicale e nel parlare attraverso le note, così come per sua sorella Nicole. Suo padre, invece, nutriva una passione diversa: quella per il calcio che l’ha portato sulla polvere (allora così era) dei campi di Serie C. Una carriera che l’ha condotto dalla Puglia a Castellammare di Stabia, al Catanzaro negli anni migliori e a sognare di poter sfiorare la favola del debutto nella serie cadetta e poi, chissà, magari in A. Ancora oggi ha una sua pagina, sul portale specializzato, transfermarkt.
All’epoca aveva già incontrato sua moglie Maria. La sua carriera si è conclusa ufficialmente in Campania nel 1988 anche se allora da difensore pensava di poter imprimere una svolta alla sua carriera calcistica. Aveva avuto Carlo Mazzone, come maestro e incontrato nello spogliatoio i top dell’epoca delle serie minori. Era un’epoca differente e chiuse a 30 anni quell’esperienza per dedicarsi alla famiglia.
La gavetta di Serena e gli studi al Conservatorio
A Maria, Serena e Nicole. Entrambe le ragazze dimostravano orecchio e una certa predisposizione, tant’è che Serena dopo aver tentato la via del cinema si è dedicata come la sorella agli studi al Conservatorio: a 15 anni ha iniziato a prendere lezioni di violino, si è diplomata al Conservatorio in canto jazz e a 20 anni ha iniziato a cantare ai matrimoni. Una gavetta faticosa ma formativa.
Nel suo passato Serena Brancale ha anche un provino a X Factor, ma fu bocciata da Simona Ventura. Negli anni successivi ha continuato a lavorare e nel 2015 ha partecipato per la prima volta al Festival di Sanremo nella sezione Nuove proposte con il brano «Galleggiare». Contro Giovanni Caccamo, venne eliminata e la sua esperienza si chiuse lì. Tornata all’insegnamento ha parallelamente suonato sempre. Negli anni la cantautrice ha ricevuto il Premio Lunezia alla carriera, è entrata nel gruppo di Isola degli Artisti e proseguito la sua ricerca musicale.
La svolta di Sanremo
Inattesa, quasi, la popolarità con «Ù Baccalà», rap in salsa barese nato quasi per gioco (da tre frasi appuntate sul cellulare) ed esploso in tutto il mondo grazie a TikTok. L’artista ha portato studio e ritmo sul palco dell’Ariston lo scorso anno, quando ha presentato «Anema e core». Non ha vinto, lo sappiamo. Ma ha costruito un successo assoluto, grazie a questo brano rilanciato da radio e diventato un tormentone anche grazie a Stefano De Martino e al suo “Affari tuoi”.
Nel video della canzone sanremese, anche il suo compagno Dario “Spartan” Morello, il pugile filosofo che occupa un ruolo assai importante nella vita dell’artista. Nato nel 1993, di origine calabrese, è campione nazionale e WBO Global Pesi welter. Studi in Giurisprudenza e poi in Scienze Motorie, appassionato di Filosofia ha dichiarato di valutare un nuovo percorso universitario. Vive a Bergamo dove gestisce le sue palestre.


