Approvata la delibera per il nuovo impianto giallorosso a Pietralata. Il Sindaco della città Roberto Gualtieri: “Non è solo un impianto sportivo, ma un progetto che parla di futuro, di rigenerazione e di fiducia”. L’obiettivo è averlo pronto entro il 2030, a disposizione per Euro 2032
La Giunta ha dato l’ok: lo stadio della Roma a Pietralata si farà. Un annuncio importante e atteso da tempo quello arrivato nel pomeriggio e che permette ora di fare gli ultimi passi verso la posa della prima pietra di un impianto da un miliardo e mezzo di euro. Un via libera fondamentale quello ottenuto dai Friedkin e accolto con grande entusiasmo da tutta la tifoseria giallorossa a pochi giorni dalla sfida-Champions contro la Juventus.
GUALTIERI
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“Oggi per Roma è una giornata importante – ha annunciato il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri -. Il nuovo stadio della As Roma non è solo un impianto sportivo: è un progetto che parla di futuro, di rigenerazione e di fiducia nella capacità della città di realizzare opere di qualità, riqualificando un intero quadrante come Pietralata. Abbiamo lavorato con determinazione perché questo percorso arrivasse fin qui e continueremo a farlo con lo stesso impegno. È una scelta che guarda avanti e che rafforza la credibilità e la capacità di Roma di portare a termine interventi strategici per la città”. Parole arrivate pochi minuti dopo che la giunta capitolina aveva approvato la proposta di delibera per la presa d’atto della verifica di ottemperanza del Progetto di fattibilità tecnica ed economica (Pfte) del nuovo stadio nell’area di Pietralata alle condizioni, prescrizioni e raccomandazioni stabilite con la dichiarazione di pubblico interesse del maggio 2023. Per l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, “quello di oggi è un passaggio importante per la realizzazione del nuovo stadio della Roma che non sarà solo un impianto sportivo moderno e dedicato ai tifosi, ma un vero e proprio nuovo polo urbano che arricchirà la città e contribuirà alla riqualificazione del quadrante di Pietralata” .
E ORA?
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I prossimi passi saranno sostanzialmente due: il voto (tra il 2 e il 6 marzo) nelle varie commissioni interessate e quello finale dell’Assemblea capitolina, che dovrebbe avvenire tra il 10 e il 12 marzo. Una volta poi incassato anche il voto positivo dell’Assemblea sul pubblico interesse, allora si potrà aprire la Conferenza dei Servizi, con la partecipazione di tutti gli attori coinvolti (dalla Regione ai vari enti istituzionali). Una conferenza che può durare al massimo 120 giorni. Poi, in caso di parere favorevole, ci sarà la firma della convenzione urbanistica, l’avvio dei bandi internazionali e la successiva posa della prima pietra. L’obiettivo è farlo entro marzo del 2027. E quindi tra un anno esatto.
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I NUMERI
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Passaggi obbligati ma che non preoccupano né la Roma né il Comune. Il Pfte, consegnato a dicembre dai Friedkin, interessa un’area complessiva di 27 ettari. Di questi, 11,6 sono destinati a verde pubblico e 3,5 ettari a piazze e percorsi pedonali, per un totale di circa 15 ettari di spazi pubblici scoperti. L’intervento configura un nuovo polo urbano e un’infrastruttura multifunzionale, progettata per essere fruibile durante tutto l’anno, anche al di fuori degli eventi sportivi. Lo stadio avrà una capienza di 60.605 posti, con una curva da 23.000 posti tra le più grandi d’Europa. Il complesso ospiterà funzioni aperte alla città: un museo di 1.600 mq, un fan store di 1.800 mq, 30 punti vendita, 245 mq per il bar del parco e 21.000 mq destinati ad hospitality e attività congressuali (Mice). L’architettura richiama la tradizione dell’antica Roma e integra i segni distintivi del Club: la scritta “Roma 1927” sulla facciata sud e l’emblema della As Roma sulla facciata nord. I tempi? Avere il nuovo impianto fatto e finito entro il 2030 e quindi anche a disposizione per Euro2032.
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