
“Mi prendo la mia responsabilità, la cosa della quale mi dispaccio è il comportamento successivo”, queste le dichiarazioni rese il 17 febbraio scorso dal giocatore dell’Inter, Alessandro Bastoni, in sede di conferenza stampa prima della partita valida per la qualificazione agli ottavi della Champion contro la squadra norvegese del Bodo. Scuse, quelle di Bastoni, con le quali egli ha cercato di smorzare le polemiche sorte in seguito al comportamento da lui tenuto in occasione dell’incontro di calcio Inter Juventus del 14 febbraio 2026.
L’episodio che ha portato all’espulsione di Kalulu
Durante la partita Inter-Juventus disputata a Milano il 14/2/2026 il secondo giallo a Pierre Kalulu – poi espulso – è nato da un episodio che ha subito innescato discussioni e polemiche già durante lo svolgimento dell’incontro.
La dinamica dell’episodio: il giocatore dell’Inter, Alessandro Bastoni, cade a terra dopo un lieve contatto con Kalulu che, dopo essere stato ammonito dall’arbitro per la seconda volta, viene espulso.
Le immagini mostrano poi una plateale esultanza del difensore nerazzurro per l’esito disciplinare dell’azione.
La simulazione e il Var
E’ di tutta evidenza che siamo di fronte ad una chiara azione di simulazione posta in essere da Bastoni che ha ingannato l’arbitro inducendolo a un doppio errore: la condotta di Bastoni non è stata sanzionata mentre è stato sanzionato erroneamente, appunto, Kalulu.
Ci si chiede, perché il Var, verificato l’errore in cui è incorso l’arbitro, non è intervenuto? Ebbene, il Var nel caso in esame non è intervenuto in quanto il protocollo non consente di correggere gli errori dell’arbitro sulle ammonizioni, anche quando la seconda determina un rosso.
E’ chiaro, quindi, che questa è una criticità importante perché il Var, sistema introdotto proprio al fine di evitare errori arbitrali, non ha in questi casi il potere di intervenire.
L’art 61 CGS e la prova TV
E la prova TV? Può essere utilizzata in queste ipotesi? Nel sistema FIGC l’utilizzo delle immagini è tipizzato e normativamente previsto dall’art 61 del Codice di Giustizia sportiva.
Ciò, in termini semplici, significa che l’utilizzo della prova tv è limitato esclusivamente ai casi previsti dal comma 4 dell’art 61 cgs ossia, con riferimento alle condotte di simulazione, nei seguenti tassativi casi:
- simulazione evidente da cui scaturisce un rigore;
- simulazione evidente che determina l’espulsione diretta dell’avversario.
Ed è questa la seconda criticità importante dell’attuale sistema in quanto Kalulu non viene espulso “direttamente”, ma per seconda ammonizione, conseguentemente, l’episodio – pur grave sul piano del rispetto dei valori dello sport, – non rientra nei casi previsti dall’art 61 cgs di cui sopra; il che preclude la possibilità, al Giudice sportivo, di utilizzare la prova TV.
E Kalulu? Perché è difficile “cancellare” la squalifica
Sul punto si potrebbe sintetizzare, oltre al danno anche la beffa. Infatti, l’espulsione per doppia ammonizione è un provvedimento di gara quindi, se il protocollo VAR non consente la correzione in campo e il CGS limita l’uso delle immagini ai casi tipizzati, diventa arduo ottenere un annullamento della sanzione automatica conseguente al rosso.
Il tema “lealtà, correttezza e probità”: può aprirsi un fronte diverso? Il CGS impone a tutti i soggetti FIGC di osservare principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto riferibile all’attività sportiva (art. 4).
Una simulazione “decisiva” come in questo caso e, soprattutto, una condotta come quella di Bastoni subito dopo il provvedimento di espulsione, potrebbero essere valutati in contrasto con i principi di cui all’art 4 cgs.
In concreto, la strada sanzionatoria resta complessa: perché serve un titolo d’incolpazione e un procedimento coerente con le regole probatorie e quindi, senza una fattispecie chiara agganciabile ai poteri del Giudice sportivo, il tema resta più etico-reputazionale che disciplinare.
Tuttavia, sotto il profilo probatorio, sono proprio le dichiarazioni di scuse rese il 17/2 da Bastoni che potrebbero essere poste a fondamento di una pronuncia di responsabilità disciplinare.
Sono state, da parte sua, vere e proprie ammissioni di responsabilità, quantomeno con riguardo alla sua condotta successiva all’ espulsione di Kalulu.
In conclusione, le criticità dell’attuale sistema di controllo sopra evidenziate, possono e devono essere affrontate mediante una modifica dell’art 61 cgs o, quantomeno, attraverso una modifica del protocollo relativo alle modalità di intervento del VAR.

