Triestina, Rimini e Ternana iscritte ma in affanno: tra penalizzazioni, dimissioni e incertezze societarie, la Serie C riparte con lo spettro di una nuova stagione segnata dal caos
Mentre la Serie C si prepara a prendere il via il prossimo 22 agosto, l’ombra della crisi societaria torna a incombere su diversi club, riportando alla mente le dolorose esclusioni di Taranto e Turris nella scorsa stagione. Nonostante i tentativi di riforma e prevenzione, tre piazze storiche – Triestina, Rimini e Ternana – si presentano ai nastri di partenza tra mille incertezze, iscritte regolarmente ma con situazioni economiche precarie che rischiano di condizionare pesantemente il campionato, come riportato da La Gazzetta dello Sport.
Ternana, dal sogno Serie B al caos
Fa impressione il rapido declino della Ternana, uscita sconfitta ai rigori nella finale playoff contro il Pescara e oggi senza un filo di luce. Dopo l’annuncio del disimpegno da parte dei fratelli D’Alessandro, la società si è ritrovata in una fase di transizione confusa, tra trattative fallite e voci mai confermate su investitori stranieri. A gestire la comunicazione è stato in buona parte l’ex presidente (nonché sindaco) Stefano Bandecchi, rimasto tra i pochi a informare sulla crisi in corso. Nel frattempo, sono in arrivo due punti di penalizzazione per inadempienze economiche, mentre il direttore sportivo Mammarella è impegnato in un delicato processo di gestione della rosa, guidata da Fabio Liverani. L’obiettivo è rendere il club più appetibile per eventuali acquirenti. Un segnale positivo arriva dalla firma della convenzione con il Comune per la costruzione e gestione del nuovo stadio Liberati, affidato alla società Stadium (a maggioranza Ternana): un progetto da 44 anni che include anche una clinica, pensato per garantire un futuro più solido.
Rimini, un’estate tra polemiche e dimissioni
Anche per il Rimini, fresco vincitore della Coppa Italia di Serie C, il clima è tutt’altro che sereno. L’estate ha segnato un passaggio di proprietà burrascoso: dalla presidente Stefania Di Salvo alla Building Company Srl, una realtà lombarda già accostata ad altri club come il Foggia, e attorno alla quale ci sarebbero stati dubbi sulla stabilità finanziaria. Il malcontento in città è esploso, con la nuova proprietaria Giusy Anna Scarcella che ha addirittura ventilato l’ipotesi di un passo indietro, salvo poi procedere con la nomina di un nuovo presidente. La situazione tecnica non è meno caotica: il direttore sportivo Luca Nember si è dimesso, denunciando un’aggressione, e l’allenatore Piero Braglia, pur guidando gli allenamenti, è rimasto fuori dalla panchina nell’unico impegno ufficiale della squadra. Un segnale di grande instabilità, che rischia di compromettere l’intera stagione.
Triestina, penalità pesanti e futuro incerto
Tra le tre società in difficoltà, quella della Triestina appare la più grave sul piano sportivo. Il club giuliano ha avviato la preparazione soltanto il 5 agosto, affidando la guida tecnica a Geppino Marino, allenatore della Primavera già chiamato al capezzale nella scorsa stagione. La proprietà americana, rappresentata da Ben Rosenzweig, ha mancato diverse scadenze economiche, accumulando ben sette punti di penalizzazione già ufficializzati, con la possibilità che ne arrivino altri sei. Solo recentemente sarebbero stati effettuati alcuni pagamenti per evitare il peggio, ma la gestione resta fortemente contestata. Nel frattempo, si rincorrono indiscrezioni su possibili cessioni del club, sebbene nulla di concreto sia emerso finora.

