Torino, D’Aversa ha già cancellato Baroni e rivitalizzato la squadra ma il club non lo sa: che gaffe

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Vittoria per 2-0 sulla Lazio al debutto in panchina per l’ex tecnico dell’Empoli ma sulla distinta delle formazioni appare ancora il nome di Baroni

Ha ridato grinta e “cuore Toro” alla squadra, ha sperimentato osando col doppio centravanti Simeone-Zapata (a segno entrambi), ha restituito entusiasmo e speranza ad una tifoseria depressa e in perenne contrasto con Cairo ma Roberto D’Aversa non c’era nella distinta ufficiale del club per Torino-Lazio.

La gaffe dei granata

Una gaffe che ora come ora fa sorridere, visto che tutto è finito bene: nelle distinte ufficiali consegnate agli addetti ai lavori poco prima del fischio d’inizio, sulla panchina granata infatti risultava ancora il nome di Marco Baroni, esonerato la settimana scorsa, come evidenzia Sportmediaset con tanto di foto allegata. Già in mattinata il sito ufficiale del club aveva pubblicato la lista dei convocati riportando il nome dell’ex allenatore anziché quello del suo successore.

La trasformazione del Toro

In campo però non s’è visto il Torino di Baroni, specie quello ultima versione, incapace di reagire. Una scossa adrenalinica l’arrivo di D’Aversa. Sin dai primi minuti i granata sono apparsi trasformati, aggressivi su tutte le palle, convinti di poter fare un sol boccone della Lazio. E così è stato.

Le parole di D’Aversa

Come ha fatto D’Aversa a trasformare il gruppo? Lo ha spiegato lui stesso così: “Ho fatto capire ai ragazzi perché sono venuto qui a Torino e perché non stavano dimostrando il loro valore. Mi fa piacere che abbiano segnato i due attaccanti, ma sono contento che la squadra abbia assimilato i tre concetti che gli ho dato prima della partita…Zapata pensavo di cambiarlo ma poi ha dimostrato il suo vero valore”

Quando c’è un cambio di allenatore, la reazione della squadra è normale. Sono contento abbiano segnati entrambi gli attaccanti, abbiamo dato un segnale del fatto che volevamo fare risultato e vincere la partita. Il resto della squadra quando li vede sacrificarsi in difesa, può crescere. Nel finale è uscita un po’ la Lazio ma è normale. Zapata e Simeone per giocare insieme devono far bene entrambe le fasi come oggi. La squadra è riuscita a non prendere gol già diverse volte, ho cercato di farli pensare positivo”.

“Ho toccato le corde giuste, dicendo la verità – ha aggiunto – Io ho fatto la scelta di venire qui per l’importanza del club ma anche per il valore dei miei giocatori. Pretendo molto da me stesso e dallo staff, in una squadra sono tutti importanti sia chi figura in campo che chi sta un po’ più indietro. Le qualità le abbiamo e ho detto loro di ricordarsi che andavamo a fare una partita di calcio per ridare morale, fiducia ed entusiasmo. Nulla però è stato ancora fatto, ci godiamo la partita ma da domani pensiamo già al Napoli”.

Torino, D'Aversa ha già cancellato Baroni e rivitalizzato la squadra ma il club non lo sa: che gaffe Ansa

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