Il Vicenza festeggia il ritorno in Serie B: dall’anima vicentina di Costa alla visione illuminata del patron Renzo Rosso. Il racconto di una stagione da record.
Dopo quattro anni di attesa e un campionato dominato dall’inizio, il Vicenza può festeggiare: con la vittoria casalinga per 2-1 contro l’Inter U23, i biancorossi tornano in Serie B. Una cavalcata trionfale che si è conclusa con la certezza aritmetica della promozione conquistata con ben sei giornate d’anticipo. La vittoria decisiva al Menti davanti a oltre 13 mila spettatori è stata il giusto coronamento di una stagione al limite della perfezione e ha dato il via alla festa scatenata dei tifosi. Una promozione costruita in casa e con il tempo, portando il Vicenza a dominare sul campo. La promozione però è solo il frutto di un lavoro programmato alle spalle che ha riportato la squadra in cadetteria, spinta dall’entusiasmo dei tifosi.
Vicenza in Serie B, i numeri da record
Una storia leggendaria coronata da una stagione impeccabile. Vicenza che torna a vincere un campionato di Serie C dopo l’ultimo successo che risaliva alla stagione 2019/2020, in quel caso nel girone B. Si tratta della terza vittoria di un campionato di Serie C da parte dei biancorossi: contando questa e quella del 2020, la prima risale al 1940. I numeri di questa promozione parlano chiaro: 24 vittorie in 32 partite giocate sin qui, miglior attacco per distacco e miglior difesa.
I biancorossi potrebbero riscrivere la storia della Serie C anche nelle ultime sei partite di campionato che rimangono. Infatti i punti a disposizione sono 18, gli stessi che al momento mancano al Vicenza per pareggiare il record di punti in una stagione di Serie C fatto registrare dal Catanzaro nella stagione 2022/2023 con 96 punti. Sarebbe la ciliegina su un’impresa già di suo storica. Se così non fosse, rimangono comunque i venti punti di distacco dal Brescia secondo che mettono i brividi.
Zamuner incorona Gallo: “Farà bene anche in B”. L’allenatore: “Emozione indescrivibile”
Numeri importanti, per certi versi inaspettati anche per il direttore della squadra Zamuner: “Non pensavo di arrivare a +20 sulla seconda. È un risultato che va oltre ogni più rosea aspettativa e che testimonia la grandezza di questo gruppo e la qualità del lavoro svolto quotidianamente”. E poi conclude con una benedizione verso un assoluto protagonista di questa promozione, l’allenatore Fabio Gallo: “Farà bene anche in B, mi auguro che abbia il mio stesso pensiero”.
Il tecnico, al suo primo anno sulla panchina del Vicenza, ha conquistato una promozione in assoluto dominio. Come era successo nella scorsa stagione con la Virtus Entella nel girone B. Come sempre, si è affidato al suo 3-5-2, con la solidità difensiva alla base di tutto e un sistema offensivo che non prevede un vero centravanti. Tutti hanno opportunità di segnare. L’alchimia trovata in campo è stata quella giusta, nonostante la ambizioni della società, per sua stessa ammissione, erano ben altre.
Sarebbe dovuto essere un anno di ridimensionamento, ma Gallo ha cambiato le carte in tavola. Visibilmente commosso, nel post partita Gallo ha parlato così: “Vincere due campionati in due anni non succede nemmeno nei sogni migliori, figuriamoci nella realtà. È un’emozione indescrivibile, un traguardo che abbiamo cercato, voluto e meritato dal primo giorno di ritiro. Questo gruppo ha un’anima speciale e ha seguito ogni mia indicazione con una dedizione fuori dal comune”.
Costa riporta il “suo” Vicenza in B: “La gioia più grande della mia carriera”
Come detto, per trovare un vero volto di questa promozione è inutile guardare per il centravanti simbolo, perché non c’è. Stuckler, Rauti e Morra sicuramente sono i giocatori da copertina con 28 gol in tre. Ma per trovare la vera anima di questa promozione bisogna guardare a un figlio del popolo vicentino Filippo Costa. Originario di Noventa Vicentino, ha girato il mondo del calcio in lungo e in largo, finendo anche in Inghilterra al Bournemouth, per poi tornare a casa nell’estate del 2023 e oggi conquistare questa promozione clamorosa da protagonista. “Mi sono ripreso tutto con gli interessi”, ha affermato nel post partita. “
Questa maglia per me è una seconda pelle e aver contribuito a riportarla in B è la gioia più grande della mia carriera”. Otto assist e un solo gol, ma di importanza capitale, nello scontro diretto pareggiato contro l’Union Brescia: “Sono contentissimo. Questo è un percorso nato tre anni fa, proprio quando sono arrivato io. Ho iniziato a godermi il primo posto ad Albinoleffe, prima non ci pensavo perché avevo i flashback dell’anno scorso. Credo sia stata la forza di noi vecchi e siamo stati bravi a trasmetterla ai nuovi”.
Il Vicenza dei vicentini. Rosso, non solo il portafoglio
Ma un progetto del genere non nasce senza una mente importante alle spalle e anche un capitale non indifferente. La figura imponente è quella di Renzo Rosso, il patron della società, fondatore del gruppo Diesel e 23esimo uomo più ricco d’Italia con un patrimonio stimato attorno ai 4,3 miliardi di euro. Ma Rosso non ha fatto valere solamente il portafoglio: nella “sua” Vicenza ha portato una visione imprenditoriale applicata al calcio, fatta di appartenenza e identità territoriale. Il legame con la città è il pilastro fondamentale di una realtà solida.
Dopo l’aritmetica certezza di aver riportato il Vicenza in B, Rosso ha affermato: “Questa è una vittoria che sento mia, della mia famiglia e di tutta la città. Abbiamo investito non solo denaro, ma passione e visione per riportare il Vicenza dove merita di stare. Vedere questa gioia oggi ripaga di ogni sforzo”. La ricetta vincente del Vicenza è stata un mix perfetto tra l’entusiasmo della piazza e una voglia di riscatto che covava da tempo. La promozione è il risultato di un progetto che ha visto i tifosi, la proprietà e la squadra uniti nelle ambizioni del club. È il trionfo del Vicenza dei vicentini.
