Stefano Tacconi, intervista: “Io titolare all’Heysel per merito di un mago”

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L’ex numero uno bianconero racconta quando nel 1984-85 si ritrovò in panchina e come si arrivò alla scelta di Boniperti e Trapattoni di farlo giocare nella finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool all’Heysel. “Il mago non riusciva a predire il risultato della partita…”

Fabio Russo

Giornalista

La maglia bianconera, dare tutto fino alla fine e… una gerarchia chiara dei portieri. Tra le certezze dei tifosi della Juve nell’ultimo mezzo secolo c’è sempre stata sicuramente una graduatoria chiara di chi è chiamato a difendere i pali della porta. Dino Zoff, Stefano Tacconi, Angelo Peruzzi, Gigi Buffon e Wojciech Szczęsny si sono susseguiti nel ruolo di numero uno senza mai discussioni. Prima di questa stagione, in cui Spalletti ha deciso di preferire Perin a Di Gregorio a campionato in corso, c’è stata un’unica eccezione: si tratta dello switch tra Tacconi e Luciano Bodini nel 1984-85. Dopo una sconfitta nel derby contro il Torino il vice scavalca il titolare, che tornerà in campo solo dopo 18 partite di campionato, 4 di Coppa dei Campioni e 2 di Coppa Italia trascorse a guardare il collega dalla panchina. Accade, però, in vista dell’occasione più importante: la finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool. E fu soprattutto “merito di un mago”. 

Tacconi, cosa successe in quella stagione?
​”Niente, semplicemente ho preso gol da Aldo Serena al 90′ nel derby e la colpa viene sempre data al portiere (le cronache dell’epoca raccontano che ci fu anche un pesante litigio tra Tacconi e i compagni di squadra nello spogliatoio, ndr). Quando io sono uscito di squadra, però, eravamo quarti in classifica e quando sono rientrato eravamo ottavi: quindi non era un problema di portiere…”.

Come le motivò la scelta Trapattoni?
​”Mi disse che sarebbe stato un momento di riflessione da parte di tutti perché la squadra non andava bene, però alla fine il portiere è quello che ci rimette sempre”.

Certo, fu una riflessione parecchio lunga: 24 partite…
“​Vero, ma l’importante è che sono rientrato al momento giusto e abbiamo vinto la Coppa”.

Come nacque l’idea di cambiare di nuovo la gerarchia?
​”È successa una cosa particolare: Boniperti e Trapattoni erano scaramantici e ogni venerdì si riunivano in sede con un mago, un certo Proverbio, che faceva anche il pittore (l’artista sensitivo Luciano Proverbio, ndr). Qualche settimana prima della finale di Coppa dei Campioni il presidente chiese al mago di predire come sarebbe finita la partita dell’Heysel. Solo che lui, leggendo le carte, non riusciva a vedere il risultato e iniziò a fare una serie di domande…”.

Racconti.
“Inizialmente chiese a che ora si giocasse la partita e Boniperti rispose “alle 21″, ma continuava a dire che non riusciva a vedere il risultato. Così il presidente si incazzò e disse che la partita sarebbe stata persa. Il mago, però, tentò un’ultima domanda”.

Quale?
“Chiese a Boniperti e Trapattoni chi fosse il portiere della Juve e loro dissero “Bodini”. Il mago a quel punto domandò: “Quant’è alto?”. “1,70” risposero (gli almanacchi riportano 1,78 m, ndr). “E chi è il dodicesimo?”, ribatté a quel punto il sensitivo. “Tacconi”, dissero. “E lui quant’è alto”. “1,90”, replicarono. “Ecco, deve giocare lui” concluse il mago. Quindi è merito suo se sono tornato titolare. E se vi ricordate bene la partita contro il Liverpool io ho preso 4 palloni con le unghie sotto la traversa che, se ci fosse stato Bodini, non li avrebbe presi”.

Veniamo all’attualità: giusto togliere il posto da titolare a Di Gregorio?
​”Secondo me un periodo di riflessione ci deve essere, poi vedremo cosa succederà alla lunga. Di Gregorio all’inizio non ha avuto problemi perché la squadra andava bene, ma ha avuto la sfiga che la Juve ha avuto un calo particolare e pure lui ne ha risentito abbastanza”.

Si aspetta che le cose possano cambiare da qui alla fine del campionato?
“Non lo so, diamo tempo al tempo e vediamo se ci può essere una ricucitura. Certo, dipende anche dalle intenzioni della società: leggo tanti nomi di portieri accostati alla Juve, ma non credo che il club possa spendere più di tanto”. 

Chi sarebbe il suo preferito?
“Vicario è un buon portiere, nel giro della Nazionale. Carnesecchi mi piace molto e penso sarebbe già pronto per una grande perché l’Atalanta sostanzialmente lo è. Pure Alisson non è male, ma io non escluderei di dare di nuovo fiducia a Di Gregorio, perché le colpe non sono solo sue.  Spetta a Spalletti decidere cosa vuole fare. Adesso , comunque, la cosa più importante è raggiungere il quarto posto”.




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