Spalletti analizza la vittoria della Juve sul Pisa e spiega il limite offensivo dei bianconeri: senza una vera prima punta Yildiz rende meno. Le parole del tecnico
“Ho vissuto compleanni diversi tra loro, oggi sono contentissimo di essere qui con questa gente e con questo gruppo di giocatori”. Queste le parole nel pre-gara, poi è arrivata anche la ciliegina sulla torta per il compleanno di Luciano Spalletti con una roboante vittoria bianconera per 4-0 sul Pisa. Sebbene la gara non sia stata semplice all’inizio, nella ripresa la partita si è sbloccata e la Juventus è riuscita a dilagare. Dal tecnico di Certaldo però è arrivata una bocciatura definitiva.
Il nodo dell’attacco: manca una vera prima punta
Uno dei temi principali affrontati da Spalletti, nel post gara Juventus-Pisa, riguarda la struttura offensiva della squadra. Il tecnico ha sottolineato come l’assenza di un centravanti puro condizioni anche il rendimento di Kenan Yıldız. Nella ripresa, infatti, il talento turco è stato spostato più centralmente, ma secondo l’allenatore la sua posizione naturale resta più larga, dove riesce a leggere meglio il campo: “Ci sono momenti della partita. Yildiz fa questo gol ma gli spazi son dilatati perché la squadra è già in vantaggio. Se lo metti a giocare dentro il campo quelle dilatazioni non le trovi più.”
Spalletti ha poi spiegato che il giovane attaccante rende di più quando parte dall’esterno: “A Kenan piace giocare in quella posizione là perché ha la possibilità di vedere l’avversario e lo spazio che ha a disposizione, poi è una marcatura differente quella che deve subire”.
Lo stesso tecnico ha riconosciuto le difficoltà iniziali: “Non eravamo bravi a trovare spazi, nel secondo è migliorato tutto. Poi anche io non li ho messi in condizione all’inizio perché con Gatti si doveva costruire con un destro a sinistra ed è peggio.”
Ad Yildiz manca una vera punta vicino
Il tecnico è stato molto chiaro sul tipo di attaccante che servirebbe alla squadra per valorizzare il talento turco. Senza un riferimento centrale, Yildiz è costretto a prendersi carichi fisici e marcature più pesanti: “Yildiz con una punta farebbe meglio con una prima punta perché gli toglierebbe un po’ di marcatura. La prima punta ideale per me deve avere un grande impatto fisico o una grande qualità tecnica”. Un messaggio chiaro, chiarissimo, diretto a David (e Openda), bocciati forse per sempre.
Il messaggio a Boga
Tra i protagonisti della serata anche Jérémie Boga, autore di una buona prestazione. Spalletti però ha voluto stimolarlo a fare di più: “A volte è un pochino molle. Le qualità le ha e sono quelle che diciamo tutti, quelle dell’attaccante vero”. Il tecnico ha poi sottolineato l’importanza dei giocatori che partono dalla panchina: “La panchina non è una sala d’attesa è un pezzo di campo in più. Entra quello che fa male nel momento clou della partita.”
L’abbraccio con Thuram e la battuta sul ciuffo
A fine partita non è mancato anche un momento più leggero. Dopo il gol del raddoppio, tutta la squadra si è riversata ad abbracciare l’allenatore, compreso Khephren Thuram. Spalletti ha commentato con ironia: “L’abbraccio è stato intenso perché mi volevo intrufolare tra i capelli di Thuram e provare l’ebbrezza del ciuffo anche io.” Poi ha aggiunto parole di affetto per il gruppo: “I ragazzi mi fanno sentire totalmente a mio agio e oggi quando mi hanno fatto gli auguri gli ho detto che ero nel posto giusto e con gli amici giusti per festeggiarlo.”
Rinnovo in vista per Spalletti
Resta infine ancora aperto il tema del rinnovo, Spalletti ha evitato qualsiasi discorso sul suo futuro alla Juventus, preferendo concentrarsi sul lavoro quotidiano: “Si vive di queste partite, non si deve parlare del futuro perché il futuro si crea quotidianamente, si fa giorno dopo giorno e in ogni allenamento.”
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