Rimini, Ternana e Triestina non hanno (apparentemente) la forza per affrontare con dignità il campionato. E poi ci sono le penalizzate…
spalle al muro. La Lega Pro assiste impotente all’agonia di tre società – tra l’altro accompagnate da una certa dose di nobiltà – che si sono iscritte soltanto per non disperdere il loro patrimonio, ma che non hanno (apparentemente) la forza per affrontare con dignità il campionato. Rimini, Ternana e Triestina sono la punta dell’iceberg di una categoria che è storicamente in difficoltà non riuscendo a produrre ricavi all’altezza di spese fattesi sempre più elevate. Hanno tifoserie appassionate alle spalle, che meritano ben altro e stanno rivedendo un film dell’orrore già proiettato nelle loro sale. Perché sia chiaro: i default in Serie C non sono una novità, è dal 1993 che si interviene penalizzando ed escludendo chi non rispetta scadenze e regolamenti. Ma pochi mesi fa si è toccato uno dei punti più bassi, con l’esclusione in corsa di due squadre in uno stesso girone (Taranto e Turris, con classifica inesorabilmente falsata) e due fallimenti come quelli di Lucchese e Spal. Nemmeno questi, per loro, sono una novità. Ma sono la prova che questo sistema ha bisogno al più presto di una riforma efficace, anche con un drastico taglio delle squadre.