Serie A: un solido Pisa ferma un’Atalanta sprecona, è pari 1-1 – Calcio

ALL calcio
8 Min Read

Non basta il ritorno al gol in serie A di Gianluca Scamacca dopo 455 giorni, all’Atalanta, né almeno sette palle gol nitide nel secondo tempo di cui una finita sulla traversa, per battere il neopromosso Pisa.

Sotto per un’autorete di Hien, i bergamaschi di Juric hanno rischiato di prendere il secondo gol nel finale di un primo tempo giocato in modo prevedibile e sotto ritmo, di fronte alla solida formazione di Gilardino capace di ripartenze ficcanti ma anche di abbassarsi davanti alla difesa di fronte all’assalto atalantino.

I toscani giocano col 3-4-2-1 a specchio, si difendono compatti e ripartono rapidi. Non è un caso se il primo tiro in porta è loro, un sinistro di Tramoni dettato dall’azione in verticale tra Aebischer e l’accentrata ala destra Moreo.

E’ il 12′ e due minuti dopo Scalvini spreca dal limite una grossa chance per il vantaggio bergamasco, aprendo troppo il piatto del piede sull’iniziativa di De Ketelaere con scarico di Scamacca. Le iniziative dei nerazzurri sono sporadiche e imprecise e al centravanti, al 25′, non resta che schiacciare centralmente di testa l’angolo dalla destra di Bellanova, appena prima dell’autogol del difensore svedese: Touré dalla destra, complice il velo di tacco di Moreo, raggiunge Angori che dal fondo da sinistra rimette in mezzo, dove Meister e Hien, l’ultimo a toccare la palla, si avventano senza pensarci troppo.

Consumato il vantaggio ospite, la reazione locale è decisamente poco convinta, finché non è Carnesecchi a sette minuti dall’intervallo a mettere una pezza sul possibile raddoppio pisano di Moreo, lesto a svettare sul pallone morbido di Angori, pescato a sinistra dall’attenta regia di Marin. Il colpo di reni del portiere di casa tiene in gara la squadra di Juric e al rientro in campo, dopo un tentativo finito alto, Scamacca riceve da Pasalic sugli sviluppi di un’azione a destra e infila l’angolo basso alla sinistra di Semper. Non segnava in gare ufficiali dal 3-0 al Torino del 26 maggio 2024, prima di infortunarsi al crociato e poi al retto femorale.

Comincia tutt’altra partita, in cui la squadra di Gilardino argina sempre meno. Dall’11’ al 14′, Maldini suggerisce a rimorchio e poi col filtrante per lo stesso centravanti, che tira centralmente, e Djimsiti, che controlla bene saltando Canestrelli ma spara in Curva Sud, quindi è ancora Scamacca a provarci di testa sul cross a rientrare di Zalewski, ma a fermarlo stavolta è la traversa.

A due minuti dal 20′ è invece Semper ad alzare sopra la sua il nuovo colpo di testa di Bellanova nel gioco tra quinti con il polacco ex Roma e Inter. Al 70′ Maldini, smarcato davanti a Semper dal tocco di Scamacca sul lancio di Pasalic, apre il piatto vedendoselo però deviare in corner dal portiere croato dei toscani. Inutile l’assalto finale: la neopromossa strappa il pari con le unghie, senza rubare nulla.

 

Gilardino: ‘Un punto storico con tanto sacrificio’

“Un punto storico dopo 34 anni, questa maglia torna a correre negli stadi di serie A. Per me che un mese e mezzo fa ero a casa è altrettanto importante. Sono felice per il mondo Pisa, questa voglia di sacrificarsi dev’essere il nostro verbo”. Lo ha detto il tecnico del Pisa Alberto Gilardino dopo l’1-1 di Bergamo con l’Atalanta.

“Nel primo tempo ci siamo detti, ‘ci possiamo stare’. Belle trame di gioco, siamo andati bene sulle seconde palle – commenta il tecnico dei toscani -. Più incontri squadre forti, più devi avere il coraggio di prendere iniziativa, pur sapendo che ci saranno partite da giocare nella nostra metà campo. Alla vigilia ho parlato di maratoneti, stasera siamo ai primi 500 metri”. “Nel secondo tempo, pur nelle difficoltà, siamo stati bravi a rimanere aggrappati al risultato – continua Gilardino -. Voglio dare i meriti ai ragazzi per voglia, attitudine e disponibilità a migliorarsi. In questo spogliatoio serve gente che si metta in discussione. Cuadrado ha fatto una rincorsa lunghissima per fare una scivolata: ha fatto vedere, da esempio, dove siamo e come dobbiamo comportarci. Servono profili giusti nei vari reparti”.

Ancora, sui singoli: “Meister ha preso una ginocchiata, niente di grave. Angori e Touré hanno macinato chilometri. Abbiamo saputo lottare contro una squadra molto forte non solo nei primi undici. Ma siamo stati bravi a limitarli: nel secondo tempo la qualità e l’estro di alcuni giocatori di casa ci ha obiettivamente messo in difficoltà. Denoon è stato ordinato e aggressivo, ha margini di miglioramento importanti, Aebischer ha i tempi del calcio”. Infine, l’elogio del giocatore simbolo: “Faccio i complimenti al capitano Antonio Caracciolo: è introverso e un leader silenzioso, ma l’ho indotto a fare un discorso alla squadra, ed è riuscito a caricarla”.

Juric: ‘Peccato non aver fatto altri gol’

“Abbiamo iniziato contratti, ma soprattutto abbiamo sofferto i lanci lunghi quando raggiungevano Touré sulla fascia. Nella ripresa abbiamo aggiustato tecnicamente l’attacco e ho visto tante cose buone, interessanti e giuste. Mi dispiace non aver fatto altri gol”. Ivan Juric è più soddisfatto della prestazione che del risultato della sua Atalanta col Pisa: “Nella seconda metà ho visto ritmo e aggressività. Ci sono ragazzi, da De Ketelaere a Maldini a Kamaldeen Sulemana, che devono crescere. Se Maldini e Scamacca avessero segnato ancora… A Daniel che ha avuto una delle palle del 2-1 è andata così, Dino non ha fatto nemmeno lui grandi cose in passato”.

C’è un giocatore che ha ritrovato il gol dopo 455 giorni in A: “Di Scamacca siamo contenti, è più avanti di condizione di quanto speravamo. Bisogna anche avere l’intelligenza di toglierlo per non rischiare”.

Il tecnico croato dei bergamaschi dice la sua sui due ultimi arrivi del calciomercato: “Krstovic è arrivato tre giorni fa e alcuna cose vanno aggiustate, sui cross e dove deve attaccare. Zalewski m’è piaciuto molto in fase d’attacco, quella difensiva può farla meglio, ma è anche generoso: lo conosco dalla Roma, conosco le sue caratteristiche”.

Sulla formazione iniziale, nessun mistero: “Ederson è importante per noi, era reduce da problemi al ginocchio e allora ho scelto Pasalic”. Juric chiude con una richiesta e le precisazioni su alcune posizioni di mercato. “Siamo più o meno a posto, tranne dietro siamo pochi. Poi dobbiamo vedere come finisce questa storia di Ademola Lookman, che non è piacevole. Ibrahim Sulemana e Palestra l’anno scorso hanno fatto poche presenze, devono giocare di più in altre squadre, perché giocare poco è un male per la loro crescita”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Share This Article
Leave a Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *