Scudetto Napoli: i momenti chiave della stagione tricolore

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Un campionato è fatto di porte girevoli, di episodi che possono volgere in un senso o nell’altro. Potremmo evocare la fortuna, ma la fortuna bisogna cercarla, stanarla, circuirla. Potremmo chiamarli attimi (s)fuggenti, palloni che per una questione di millimetri entrano in rete o finiscono preda delle dita di un portiere, il caso in purezza. Il Napoli non ha vinto lo scudetto perché i pianeti si sono allineati o perché il destino gli ha messo una mano benevola sul capo. Il Napoli si è costruito la sua vittoria giorno dopo giorno, tra picchi e ribassi, senza mai perdere il controllo. Qui abbiamo riportato in superficie otto momenti a nostro parere decisivi, non tutti positivi, perché le vittorie si costruiscono nelle difficoltà. Antonio Conte è un maestro del genere, sa come declinare la sofferenza e renderla un carburante per se stesso e per i giocatori. Le squadre di Conte non sbracano mai. La partenza del Napoli 2024-25 è stata falsa, una sconfitta per 3-0 che lasciava presagire il peggio, ma era soltanto la prima giornata, la più ingannevole delle 38. Se è vero che chi ben comincia è a metà dell’opera, vale il contrario, chi male inizia ha tutto il tempo per riprendersi e risalire. La tenacia è stata la cifra del Napoli del quarto scudetto. Due anni fa, nel 2022-23, il Napoli di Luciano Spalletti aveva preso il largo tra l’autunno e l’inverno, e in prossimità della primavera non c’erano dubbi che ce l’avrebbe fatta. Spalletti però è un allenatore estremo, da tutto o niente, è passato dai fasti di Napoli all’Europeo sbagliato con la Nazionale. Conte è più lineare e il suo Napoli ne è la dimostrazione. Non ha mai ceduto, è sempre rimasto aggrappato alla classifica, all’idea che l’utopia fosse possibile, e ha riportato il Napoli davanti a tutti.

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