RedBird cambia registro: seconda visita in meno di un mese per Cardinale, la proprietà americana più che mai vicina alla squadra in un momento cruciale della stagione
Gerry Cardinale ha fatto di nuovo scalo a Milanello. Secondo blitz in meno di un mese per il numero uno di RedBird, che torna in Italia in un momento cruciale della stagione e per la prima volta da quando il gruppo americano ha liquidato il fondo Elliot dopo il rifinanziamento del debito avvenuto grazie a Comvest Credit Partners. La presenza di Cardinale è un segnale importante per la squadra e per le ambizioni del Milan, tra l’altro nel bel mezzo della bufera sugli arbitri che si è scatenata dopo Inter-Juventus. Spunta la reazione del club al caso Kalulu: la direzione di La Penna nel derby d’Italia ha scontentato proprio tutti.
Milan, nuovo blitz di Cardinale
Il 2026 è l’anno della svolta, del cambio di registro da parte di RedBird. Due visite in meno di 30 giorni: così Cardinale sta facendo sentire la sua vicinanza alla squadra, forse l’unico club ancora in corsa per lo scudetto. Il recupero col Como dirà tanto, forse tutto: il Milan ha la possibilità di portarsi a -5 dall’Inter, restando così ancora in pressing a meno di un mese dal derby.
Come riferisce La Gazzetta dello Sport, l’imprenditore italo-americano si è confrontato a lungo con Allegri, parlando poi anche con Maignan. In occasione della sua precedente visita del 21 gennaio, Magic Mike non aveva ancora prolungato, ma probabilmente proprio quel blitz è risultato decisivo per blindare il portierone della nazionale francese.
Si sbloccano altri rinnovi?
Altro che cessione in vista. Con l’uscita di scena di Elliot, il progetto del nuovo San Siro e i risultati che premiano la scelta estiva di affidare la rivoluzione tecnica e tattica a Max Allegri, RedBird si è ripreso il Milan in tutti i sensi. Riconquistando anche quella fetta (ampia) di tifosi che solo fino a qualche mese fa, per via delle sciagurate parentesi Fonseca-Conceicao, contestavano con ferocia la proprietà americana.
Il futuro non fa più paura. Perché il Diavolo è in salute e lo certifica proprio il rinnovo di Maignan, che era corteggiato da mezzo mondo. E, allora, avanti con altre firme eccellente. A partire da quelle di Loftus-Cheek e Tomori, pronti a legarsi al Milan fino al 2030. Poi, Pulisic e Leao. Per l’americano, in scadenza nel 2027, esiste un’opzione a favore del club per il 2028, ma l’obiettivo è proseguire insieme a lungo. Come nel caso di Rafa, che potrebbe legarsi a vita ai rossoneri. Discorso diverso, invece, per Modric: sarà il fuoriclasse croato a decidere se continuare o meno al termine della sua prima annata italiana.
Arbitri nella bufera, la reazione al caso Kalulu
L’erroraccio di La Penna, che ha espulso ingiustamente Kalulu dopo essere stato tratto in inganno dalla simulazione di Bastoni nel big match di San Siro tra Inter e Juventus, ha suscitato malumore anche in casa Milan.
Lo riporta il Corriere dello Sport: a far storcere il naso al club di via Aldo Rossi non solo l’occasione sprecata di avvicinarsi alla capolista, ma pure l’espulsione di Rabiot col Pisa, frutto di due ammonizioni comminate da Fabbri ritenute entrambe eccessive. Insomma, la tensione col mondo arbitrale sta registrando livelli record: anche il Milan si iscrive al partito degli scontenti.

