Ronaldo è ancora il re, torna a giocare, segna e manda messaggio chiaro sul futuro

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Ronaldo torna dall’esilio, segna il suo 962° gol e guida l’Al Nassr al 2-0 sull’Al Fateh: ora l’Al Hilal è a un punto nella corsa al titolo.

E’ tornato CR7. Dopo tre partite di assenza (due in Saudi League e una in Champions Elite2) per dissapori con la dirigenza, Cristiano Ronaldo è nuovamente sceso in campo e ha guidato l’Al Nassr in una sfida chiave vinta 2-0 fuori casa contro l’Al Fateh. Il portoghese, che aveva saltato gli impegni precedenti manifestando malcontento per gli investimenti inferiori rispetto ai rivali, ha siglato anche una rete consentendo al suo club di restare in corsa scudetto in Saudi League.

Il comunicato della Saudi League contro CR7

A scatenare la rabbia di Cristiano Ronaldo nelle precedenti settimane è stato l’acquisto di mercato dell’Al Hilal — anch’esso controllato in larga parte dal Fondo pubblico d’investimento saudita (PIF) — che aveva rafforzato la rosa con l’arrivo di Karim Benzema, ex compagno del portoghese al Real Madrid. Secondo indiscrezioni, il rientro in campo della stella portoghese sarebbe stato favorito da alcune concessioni: pagamento di stipendi arretrati e maggiore autonomia gestionale al club.

Nei giorni scorsi, però, è arrivata anche una nota ufficiale della Saudi League che ha però ridimensionato le polemiche di Ronaldo: “La Saudi Pro League è strutturata attorno a un principio semplice: ogni club opera in modo indipendente secondo le stesse regole”.

Nel comunicato si legge anche: “I club hanno i propri consigli di amministrazione, i propri dirigenti e la propria leadership calcistica. Le decisioni su assunzioni, spese e strategie spettano a quei club, all’interno di un quadro finanziario progettato per garantire sostenibilità ed equilibrio competitivo. Tale quadro si applica equamente a tutto il campionato.

E infine: “Cristiano è stato pienamente coinvolto nell’Al Nassr fin dal suo arrivo e ha svolto un ruolo importante nella crescita e nell’ambizione del club. Come ogni giocatore d’élite, vuole vincere. Ma nessun individuo, per quanto importante, determina decisioni che vanno oltre il proprio club.”

Il ritorno in campo: gol e leadership

Capitano e uomo simbolo, Ronaldo — che ha compiuto 41 anni questo mese — ha impiegato appena 18 minuti per lasciare il segno nella gara di ieri in Saudi League. Su cross di Sadio Mané, ha controllato con precisione e piazzato il pallone nell’angolo lontano, portando avanti l’Al Nassr.

L’esultanza è stata la solita: corsa verso la bandierina e “Siu” davanti ai tifosi, che non gli hanno mai fatto mancare sostegno neppure durante l’assenza. Dopo aver segnato ha indicato se stesso e poi il terreno, lasciando intendere che resterà nel club saudita. Cr7 ha toccato quota 962 reti in carriera, avvicinandosi ulteriormente al traguardo dei 1.000.

Il primo tempo è stato controllato dagli ospiti, con iniziative anche di João Félix e Kingsley Coman. Nella ripresa la gara si è accesa: un possibile uno contro uno di Ronaldo è stato interrotto per valutare un rigore poi annullato per fuorigioco; poco dopo il VAR ha cancellato anche una rete di Mohamed Simakan. Quando la pressione dell’Al Fateh sembrava crescere, l’allenatore Jorge Jesus ha pescato la carta decisiva dalla panchina: Ayman, entrato da pochi minuti, ha scagliato un destro imprendibile sotto l’incrocio per il definitivo 2-0.

Numeri e ambizioni

Il successo consente all’Al Nassr di restare in piena corsa, ora a un solo punto dall’Al Hilal di Inzaghi. Ronaldo, al primo gol da 41enne, continua a viaggiare a ritmi elevati: 19 centri in 23 presenze stagionali e terzo posto nella classifica marcatori con 18 reti in 17 gare, dietro a Ivan Toney.

Nonostante uno stipendio stimato in 488.000 sterline al giorno, il portoghese aveva espresso frustrazione per la minore spesa del club rispetto ai rivali. A dicembre aveva dichiarato: “La mia passione è grande e voglio continuare. Non importa dove gioco, se in Medio Oriente o in Europa.”

Le parole di Roberto Martínez

Anche il ct del Portogallo, Roberto Martínez, ha difeso il suo fuoriclasse ai microfoni di BBC Sport: “È molto facile, grazie ai suoi elevati standard, alle sue aspettative su come dovrebbe essere svolto il lavoro e al suo impegno nel gioco. Ronaldo è davvero un esempio di cosa si dovrebbe fare per rappresentare il Portogallo e la nazionale. E ora si è adattato, ovviamente, dopo 21 anni in nazionale: si è adattato.”

Ha aggiunto poi il ct: “È un goleador, è un giocatore importante per noi, ed è il giocatore che è adesso che è importante per me. Come allenatore della nazionale, un giocatore che ha segnato 25 gol nelle ultime 30 partite internazionali, non è che stia giocando per quello che ha fatto in passato, ma per quello che ha fatto ora.”

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