Il tecnico giallorosso si è lasciato andare ad uno sfogo che conferma l’importanza del momento: contestato il Var sul fallo di mano di Malinovkyi
Arbitri e Var ancora al centro di veleni e polemiche. Fanno discutere alcuni episodi che hanno caratterizzato i 90 minuti di Genoa-Roma, sfida che ha visto capitolare la squadra allenata da Gian Piero Gasperini, contro il grande ex Daniele De Rossi. A far infuriare il tecnico giallorosso nel dopo gara, a tu per tu con DAZN, è stato il calcio di rigore non concesso ai suoi per il presunto fallo di mano di Ruslan Malinovskyi, andato a contrastare il tiro dal limite di Koné. Gasperini furioso: il siparietto in diretta tv con Giorgia Rossi non è passato inosservato.
Moviola Genoa-Roma, il fallo di mano di Malinovskyi fa infuriare Gasperini
Roma penalizzata, secondo Gian Piero Gasperini. Al termine del match perso a Marassi, il tecnico giallorosso ha avuto modo di rivedere gli episodi chiave della partita, compreso il fallo di Pellegrini su Ellertsson, che ha portato al penalty per il Grifone sul parziale di 0-0. Poi, la rete di Messias dal dischetto e il colpo di testa di N’Dicka. Cosa manca? Un possibile calcio di rigore in favore della Roma per fallo di mano di Ruslan Malinovskyi, uscito al confine dei 16 metri rossoblù per intercettare la conclusione di Koné.
“Si capisce molto bene… Si capisce benissimo – ha detto Gasperini a DAZN – poi magari non l’ha ritenuto da rigore. Ma è tutto molto chiaro, si capisce benissimo come un fallo laterale. Più chiaro di così…. Vogliamo dire che magari la palla era già fuori a inizio azione? Sì, possibile… ma non ti attacchi certo a una rimessa. Ma l’episodio del rigore è diverso”. A quel punto, Giorgia Rossi ha provato a spiegare che, da protocollo, se “il varista non ha la certezza delle immagini” tende a non intervenire.
Una tesi che Gasperini, piuttosto indispettito (come spesso accadeva ai tempi dell’Atalanta), non ha intenzione di sposare: “Sul rigore le immagini sono chiarissime. Se il varista non ha certezze in questo caso faccia un altro mestiere… non è possibile. Poi non c’è niente da provare, non dovete provar niente, non potete dire una cosa del genere. Non potete mica cambiare la realtà, è evidente. Non l’ha ritenuto da rigore e basta, poi non bisogna dire altre cose”.
Gasperini, rispondendo a Dario Marcolin, ha poi aggiunto: “Questa è una parata… come si dice a pallavolo? È un muro, ecco. Ed è pesante questo, perché eravamo al 73′ sull’1-1. È pesante“, ha sottolineato l’allenatore della formazione capitolina, pensando alla corsa Champions e a un quarto posto insidiato concretamente dal tandem Como-Juventus. “Non è un momento fortunato sicuramente”, parola del Gasp.
La versione di Fabio Caressa su Sky
Gian Piero Gasperini, come di consueto, ha avuto la possibilità di commentare l’episodio incriminato anche ai microfoni di Sky Sport, dove è stato interpellato da Fabio Caressa e i talent presenti in studio. Qui, meno dubbi sul discorso legato alla posizione di Malinovskyi, che sembra toccare la palla con il braccio sulla linea dell’area di rigore. Intervento che aumenta la figura, al di là di un tocco con il corpo che precede il fallo di mano.
“Il VAR poteva intervenire perché il fallo è avvenuto sulla linea dell’area di rigore – ha detto Caressa, rivedendo le immagini insieme al Gasp -. Sul tiro di Koné, Malinovskyi colpisce la palla col braccio. Prima prende la palla con la coscia e poi col petto, ma prende la palla con il braccio in maniera scomposta”. E Gasperini non può che essere d’accordo con tale versione: “Concordo, Fabio. È abbastanza netto. Non so perché non sia intervenuto il VAR”.


