
Antonio Conte, nelle dichiarazioni post Fiorentina, ha chiamato in causa anche l’Assocalciatori. Abbiamo contattato il presidente Umberto Calcagno che replica così
L’ennesimo problema fisico che ha coinvolto il Napoli, nello specifico l’infortunio al ginocchio patito dal capitano Giovanni Di Lorenzo, ha portato ad uno sfogo importante dell’allenatore campione d’Italia in carica Antonio Conte. Nelle sue dichiarazioni post Fiorentina, partita vinta col risultato di 2-1 dai campani, non le ha mandate a dire: “Se non si capisce dove stiamo andando, il calcio va verso una brutta direzione. Si pensa solo al denaro. Uefa, Fifa, club: nessuno tutela davvero i calciatori. Mi dispiace che anche l’AIC si giri dall’altra parte”.
Parole alle quali ha immediatamente risposto il presidente dell’Assocalciatori Umberto Calcagno, contattato dall’Ansa.
Senza FIFA e UEFA inutile parlarne
Interrogato dalla nostra redazione, l’Avvocato, che è anche vice presidente della FIGC, ha allargato l’orizzonte, andando oltre le parole di Conte.
“L’AIC, insieme a FIFPro e ai sindacati dei calciatori francese e inglese, in questi anni ha sviluppato report e denunce già prima della pandemia, parliamo del 2019. Avevamo previsto ciò che sarebbe avvenuto, un calcio che ha un ritmo e una continuità di partite che crea dei rischi per i giocatori e che, purtroppo, si sono manifestati. L’AIC con la Lega Serie A possono fare ben poco, adesso si tornerà alla gara secca di Supercoppa Italiana: la gara in più nel contesto nazionale, molto probabilmente non ci sarà più. Oggi dobbiamo anche sapere che fino a quando non riusciremo a coinvolgere la FIFA e la UEFA in questi discorsi, tutti i nostri ragionamenti sono morti prima di nascere”.
Siamo gli unici che hanno citato in tribunale la FIFA
Calcagno spiega i passi già messi in atto, da tempo, per cercare un dialogo con FIFA e UEFA sulla questione dei calendari congestionati.
“Noi abbiamo delegato FIFPro, ma siamo stati anche firmatari del ricorso presentato a Bruxelles che riguarda il tema del lavoro. E lo abbiamo fatto soltanto noi, gli inglesi e i francesi, insieme alla FIFPro Europe. Mentre quello in sede europea vede la FIFPro Europe e Mondo con l’unione delle leghe europee contro la FIFA. Mi pare che si vadano a cercare le dichiarazioni e non si badi alla sostanza. Siamo gli unici che hanno anche citato in tribunale la FIFA e crediamo di avere qualche arma a nostra disposizione in questi contenziosi. Fermo restando che quando si va a litigare, abbiamo già perso tutti. Preferirei si trovasse un accordo che possa consentire di giocare un po’ meno e meglio”.
L’appello a Gianni Infantino
Calcagno lancia un accorato appello al dialogo al presidente della FIFA Gianni Infantino che, fino ad oggi, non c’è evidentemente stato.
“Noi certamente continueremo, il presidente della FIFPro ha scritto nuovamente a Infantino. Speriamo in un dialogo che non sia la presa in giro che c’è stata fino ad oggi. Se si continuano a convocare solo i sindacati fuori dalla FIFPro, escludendo associazioni che sono realmente rappresentative dei calciatori, andremo fino in fondo. Credo che alla fine non convenga attendere i giudizi in sede europea e neanche noi vogliamo che si vada avanti su questa strada. Preferiremmo sederci tutti intorno allo stesso tavolo”.
Continuando così i campionati varranno sempre meno
Infine, Calcagno lancia l’allarme sul futuro del football italiano.
“Si tratta di capire dove vuole andare il nostro calcio, sono molto preoccupato della salute dei calciatori. Questo va a braccetto con la tutela dei campionati nazionali. Non ci rendiamo conto che se continueremo così, non soltanto non tuteliamo la salute dei nostri giocatori, ma andremo anche incontro ad un futuro dei campionati nazionali che varranno ancora molto meno rispetto ad oggi a livello tecnico, sportivo ed economico. Sono le due gambe sulle quali noi poggiamo tutti i nostri ricorsi e sui quali speriamo si possa trovare una intesa. Anche la redistribuzione delle risorse dalle grandi competizioni internazionali alle società non che vi partecipano è un cardine fondamentale che si deve inserire nella trattativa sul calendario”.
ALESSIO LENTO

