Il capitano punta i francesi e carica: “Come si vince questa finale? Facendo la partita perfetta. Dobbiamo prepararci per fargli male”
La partita perfetta, el partido perfecto. Lautaro Martinez lo dice e lo ripete in tutte le lingue: potesse, lo direbbe anche in georgiano “ma non conosco la tua lingua”, sorride rispondendo a un giornalista che gli chiede di Kvaratskhelia. Battute a parte – ed è un buon segno, perché il capitano è teso al punto giusto ma si lascia andare a qualche parentesi leggera – il concetto è chiaro: per battere il Psg domani e tornare sul tetto d’Europa come 15 anni fa, servirà un’Inter senza sbavature. Una squadra determinata, generosa, implacabile sotto porta come è stato in questa Champions il suo capitano, il miglior Lautaro di sempre visto in Europa. “Come si vince questa finale? Facendo la partita perfetta, curando tutti i dettagli – dice l’argentino nella conferenza stampa di vigilia all’Allianz Arena -. Dobbiamo essere concentrati per prepararla al meglio e affrontarla così. Pronti ad affrontare ciò che il Psg metterà in campo, per provare a riportare a casa una coppa che all’Inter manca da tantissimo tempo. Che cosa mi fa pensare che questa possa essere la volta buona? Siamo migliorati tantissimo come squadra, siamo cresciuti e abbiamo affrontato avversari di valore in stadi difficili. Ci siamo guadagnati il rispetto in questa competizione e ora abbiamo la possibilità di centrare l’obiettivo”.
psg-inter, parla lautaro
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A due anni fa dall’ultima volta. Perché Lautaro a Istanbul aveva finito in lacrime, dopo aver sfiorato il sogno nella finale persa con il Manchester City, ma quella prestazione aveva pompato fiducia nella testa sua e di tutta la squadra: “Torneremo ancora più forti”, aveva promesso l’argentino ed è stato di parola. È tornato a giocarsi la coppa più bella, Lautaro, e domani lo farà da capitano: “Affrontarla da capitano è diverso, però ogni partita la giochiamo per tutto il gruppo. Una finale ha un significato diverso dalle altre partite, però l’importante è pensare a ciò che possiamo fare. Rispettiamo l’avversario, ma dobbiamo prepararci per fargli male. Dobbiamo prepararci bene, oggi abbiamo l’ultimo allenamento e lavoreremo sugli ultimi dettagli prima di riposare per poter fare una grandissima gara domani sera. Kvara? Lo conosciamo bene ma non è l’unico al quale dovremo fare attenzione”.
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lautaro martinez e il pallone d’oro
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Le parole più belle, però, arrivano alla fine: dopo aver dribblato le domande sul Pallone d’oro (“i premi individuali passano in secondo piano. Non penso al premio non perché non voglia vincerlo, ma perché l’obiettivo principale è riportare a Milano una coppa che manca da 15 anni e voglio regalare il sogno ai tifosi”) e quelle su una differenza di percezione tra Italia e Argentina (“gioco in Italia da 7 anni…”), ecco la dedica d’amore per la sua Inter. “Il club devo ringraziarlo dal giorno uno in cui sono qui. L’Inter mi ha adottato e la ringrazierò sempre per quello che ha fatto per me, darò sempre il 110% per la maglia. Inzaghi? Siamo tranquilli perché è con noi, lavora ogni giorno per migliorarci”. Poi però il capitano torna Toro, e allora punta e carica: “Quello che contano sono i titoli, domani abbiamo la possibilità di alzarne uno importante e cercheremo di prepararci al meglio e a goderci la serata per la quale abbiamo faticato tanto”.
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