Provaci tu, Jack Raspadori: la Sveglia di Garlando sulla Gazzetta

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A 27 anni di distanza da Christian Vieri, il contesto spagnolo può esaltare la tecnica dell’azzurro in velocità

Il 27 ottobre 1997, il telecronista spagnolo impazzì: «Impresionante! Golazo de Christian Vieri impresionante!». Bobone rubò palla al portiere e, dalla linea di fondo, non troppo lontano dalla bandierina, spedì in rete un satellite rotante con un sinistro carico d’effetto. Atletico Madrid-Paok Salonicco, Coppa Uefa, tripletta di Vieri, Pichichi della Liga con 24 reti in 24 partite. Il Calderon ai piedi del Mudo che finì tra i primi dieci del Pallone d’oro. Felici i Colchoneros, ma orgogliosi anche noi italiani. Nella hit del Pallone d’oro ’97, al 15° posto c’era Zola che conquistò Londra e perfino la Regina. Fieri pure di sir Magic Box, naturalmente. Come del titolo di capocannoniere di Luca Toni in Bundesliga (Bayern, 2007-08).

Il gol? Italians do it better. Un tempo, però… Sapete quando è stata l’ultima volta di un attaccante italiano tra i candidati al Pallone d’oro? Nel 2012, Mario Balotelli. Da 13 anni non si nota una punta italiana tra i primi 30 del Pallone d’oro. E quando abbiamo provato a esportare bomber, ce li hanno rispediti indietro quasi subito: Immobile (Dortmund, Siviglia); Scamacca (West Ham)… Chiesa non lo hanno neppure tirato fuori dalla scatola. Per questo, seguiamo con simpatia l’avventura di Giacomo Raspadori che arriva all’Atletico Madrid all’età di Vieri: 25 anni. Nel pieno della maturità, in un contesto tattico che può esaltare la sua tecnica in velocità. Che un top-club straniero lo abbia voluto è un primo orgoglio. Di lui siamo già fieri per il talento e la pulizia dei comportamenti. Ora aspettiamo che faccia impazzire un telecronista. Provaci, Jack!

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