Gerry Cardinale è atteso a San Siro per il derby. Scudetto, progetto stadio e Nba Europe: il numero uno di Red Bird pensa in grande, ma preoccupa i tifosi
Gerry Cardinale cala il tris. Il numero uno di RedBird si prepara al gran ritorno a San Siro in occasione del derby scudetto tra Milan e Inter, facendo così scalo nel capoluogo lombardo per la terza volta in questo primo scorcio di 2026. Altro che cessione del club: il futuro è tutto a tinte rossonere. Ma ad agitare i tifosi è il progetto Nba Europe, a cui l’imprenditore italo-americano tiene tantissimo. RedBird scommette sul basket, ma la nuova competizione che scatterà dalla stagione 2027/28 comporta anche costi esorbitanti, a partire dalla tassa di ingresso per diventare socio fondatore che dovrebbe oscillare tra i 250 e i 500 milioni. E se l’investimento per far parte dell’élite della pallacanestro europea portasse a un ridimensionamento del Milan?
Gerry Cardinale: derby, stadio e Nba Europe
Liquidata Elliot con il rifinanziamento del debito, RedBird è entrata in una nuova fase della sua era rossonera. La svolta, in realtà, si è già registrata la scorsa estate con la triade Tare-Allegri-Modric, simbolo del cambiamento che ha consentito al Diavolo di lasciarsi alle spalle i disastri del duo portoghese Fonseca-Conceicao. Il secondo posto in classifica a -10 dall’Inter e a +9 sul Como quinto avvicina il Milan al ritorno in Champions, ma potrebbe riaprire anche il discorso scudetto in caso di successo nel derby di domenica sera contro la squadra di Chivu orfana di Lautaro.
Quale occasione migliore per tornare alla Scala del Calcio: sarà il sesto a cui Cardinale assisterà dal vivo, forse il più importante. Non solo per la classifica, ma per il momento storico che vede l’imprenditore nato a Filadelfia impegnato su più fronti. Già, sul tavolo ci sono altri due progetti fondamentali: il nuovo San Siro, per cui va raggiunto un accordo con i nerazzurri prima dell’estate, e, appunto, Nba Europe.
I costi esorbitanti di Nba Europe
Solo la tassa d’ingresso per i soci fondatori di Nba Europe si aggira tra i 250 e i 500 milioni di dollari. Una cifra che, a quanto pare, non spaventa Cardinale. Resta da capire, però, con quale franchigia partecipare.
Una soluzione potrebbe essere rappresentata dall’acquisizione dell’Olimpia Milano (legata all’Eurolega fino al 2036, ndr), che, come spiegato dall’avvocato Felice Raimondo in RedBlack Insight, ha un costo stimato tra i 100 e i 150 milioni. L’alternativa è fondare un nuovo club, rilevandone uno militante in Serie A, come da accordi Nba e Fiba: la partecipazione a Nba Europa è infatti condizionata ai campionati nazionali.
Rischio ridimensionamento per il Milan?
Il Corriere della Sera rivela che il Milan potrebbe diventare parte integrante del progetto per far sì che il disegno del numero uno di RedBird si realizzi. Filo diretto calcio-basket per un investimento complessivo da 1 miliardo di euro, che, secondo Raimondo, porterebbe ritorni fino a 5 miliardi entro il 2035 attraverso la valorizzazione dell’area di San Donato, dove si pensa di far sorgere un’arena da 20mila posti, oltre a strutture per Milan Futuro e il Milan Femminile.
Lo scenario temuto dai tifosi, però, è un altro: e se Cardinale facesse il passo più lungo della gamba? Viste le somme che ballano, il rischio ridimensionamento non è del tutto da escludere. Tra i primi a chiedere certezze alla proprietà è il giornalista Carlo Pellegatti in un video su YouTube. “Va bene l’Nba, ma dobbiamo capire se porterà maggiori incassi, se sarà possibile comprare più giocatori per il Milan. E mi piacerebbe che Gerry Cardinale parlasse con Adriano Galliani”.

