Presentazione ufficiale per il neo allenatore dei toscani: “L’esonero al Genoa è stato di insegnamento. Per la nuova stagione ho già qualche idea”
“Vorrei partire dai ringraziamenti: verso il direttore, il presidente, la proprietà. Sono arrivato a Pisa con grandissimo entusiasmo trovando enorme disponibilità. Si comunica bene, abbiamo le stesse idee e gli stessi obiettivi. Sono un allenatore giovane con una grande cultura del lavoro, dell’impegno, del sacrificio. Ed è quello che cercherò di trasmettere alla squadra”. Le prime parole da allenatore del Pisa di Alberto Gilardino lo rispecchiano pienamente: lavoro, impegno, sacrificio. È questo il metodo con cui il nuovo tecnico nerazzurro aveva costruito prima la promozione del Genoa, poi una salvezza entusiasmante con 49 punti conquistati al primo anno di Serie A prima dell’esonero nella stagione successiva, quando il Grifone nemmeno stazionava in zona retrocessione. Ma il rossoblù ormai è alle spalle. “Cosa mi ha convinto? Nessuno ha dovuto convincermi – prosegue Gilardino -. Mi è piaciuta molto la schiettezza nel rapporto con il direttore e l’entusiasmo dei tifosi, che dovrà fare da linfa vitale. Ma adesso è il momento di lavorare e correre più forte degli altri. Un treno che tira dritto: questo dovremo essere perché il Pisa deve rimanere in Serie A”.
un altro campione del mondo a pisa
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Dopo Gattuso e Inzaghi, Gila è diventato il terzo campione del mondo 2006 a sedersi sulla panchina del Pisa: “Prima di venire qui ho sentito Pippo, è naturale. Due settimane fa ci siamo parlati, gli ho chiesto informazioni e adesso sono qui. Rino no, non ancora. Dalla scorsa stagione (quella di Inzaghi, ndr) bisogna portarsi dietro tutto quello che di positivo è stato fatto, ma allo stesso tempo archiviare”. E sempre parlando di singoli, Gilardino ha sottolineato come negli ultimi mesi senza panchina abbia migliorato la sua formazione da tecnico: “L’esonero è stato di insegnamento: oltre a godermi la mia famiglia ho pensato, riflettuto, imparato. A 43 anni devi avere voglia di imparare: sono stato a Marsiglia da De Zerbi e a Londra da Maresca, due grandi. Roberto ha fatto grandi cose, Enzo è in finale Mondiale”. Infine un cenno all’attualità, alla squadra e al progetto che Gila ha in mente per il suo nuovo gruppo: “Siamo alle Officine Garibaldi, giochiamo all’Arena Garibaldi e io… voglio un Pisa garibaldino. A livello tattico ho già delle idee, ma credo nelle caratteristiche dei giocatori. E saranno importanti tutti: da quelli con cui ho lavorato in questi primi 4 giorni a quelli che arriveranno o sono rientrati dai rispettivi prestiti. Ci saranno momenti di difficoltà ma anche momenti buoni che andranno cavalcati, mentre quando arriverà il libeccio bisognerà chiudere le finestre”. Ma oggi, a Pisa, l’aria è tutta buona.