Battute e dichiarazioni che hanno fatto il giro del web: dalla situazione surreale, tra calcio e politica, ai paragoni con altri fuoriclasse. I retroscena dell’incontro
Lionel Messi alla Casa Bianca. Dopo la vittoria con i Vancouver Whitecaps, che ha consegnato all’Inter Miami il titolo di campione in MLS, la squadra guidata da Javier Mascherano è stata ricevuta da Donald Trump nella Sala Est della residenza più importante degli Stati Uniti. Primo faccia a faccia tra la “Pulce” argentina e il presidente degli USA, tra gaffe, saluti istituzionali e tensione in Iran a pochi mesi dal Mondiale.
Trump-Messi, incontro surreale alla Casa Bianca
Non è stato un semplice incontro di carattere sportivo alla Casa Bianca. C’era da aspettarselo: Donald Trump, a tu per tu con l’Inter Miami di Lionel Messi, non ha parlato solo di calcio. Al centro del suo discorso, le tensioni in Iran e non la vittoria in MLS della formazione allenata dall’ex Barcellona Javier Mascherano. Tutto così surreale.
Un incontro istituzionale che si è trasformato presto in un incontro politico, durante il quale Trump ha illustrato i dati sull’operazione militare in Iran, parlando di missili e aerei, fino ad invitare i pasdaran ad arrendersi. Di fronte, gli sguardi concentrati e attenti dei calciatori dell’Inter Miami, che probabilmente pensavano di assistere a qualcosa di diverso.
Poi, nonostante qualche legittima perplessità in sala, la cerimonia è proseguita con sorrisi e battute fra il presidente degli Stati Uniti e il giocatore più rappresentativo della squadra diventata campione in Florida poche settimane fa. Un po’ di imbarazzo per alcune dichiarazioni del presidente, non comprese da tutti, prima di lasciare davvero spazio al calcio e alla consegna di una maglia con il cognome di Trump e il numero 47 (il suo numero presidenziale) sul retro, più un pallone rosa con le firme dei calciatori di Mascherano.
Trump, gaffe con Messi: “Mio figlio è un tuo fan, ma anche di Ronaldo…”
Battute che rischiano diventare gaffe quelle di Donald Trump, chiamato a schierarsi nel rispondere a domande come “meglio Messi o Pelé?“. Complice la presenza del fuoriclasse argentino, la risposta non poteva che essere “meglio Messi“, ma con un’aggiunta: “Anche Pelé era forte, l’ho visto giocare nei Cosmos…”.
E poi il retroscena con il figlio, tirando in ballo persino CR7: “Sai chi viene oggi?”, avrebbe chiesto papà Donald nella mattinata di ieri, in vista dell’incontro con l’Inter Miami nella Sala Est della Casa Bianca. “È Lionel Messi. È un onore dire ciò che nessun presidente ha mai detto prima: benvenuto alla Casa Bianca, Lionel Messi. Mio figlio è un tuo grande fan, ma anche di Ronaldo. È un onore ospitare la squadra campione, ottimo lavoro”, ha detto Trump dando il benvenuto agli uomini di Mascherano e all’ex stella di Barcellona e Psg.
Un incontro non facile da organizzare, considerando il momento e le tensioni che stanno caratterizzando il conflitto in Iran, dopo le operazioni militari portate avanti da statunitensi e israeliani. Per un attimo, anche grazie al rapporto tra Trump ed Infantino, l’attenzione è tornata a spostarsi sul calcio, dopo il Mondiale per Club dello scorso anno e l’imminente appuntamento con i Mondiali del 2026, organizzati dalla FIFA negli States, in Canada e in Messico. In poche parole, anche l’ultimo Campionato del Mondo di Leo Messi con la maglia dell’Argentina e Cristiano Ronaldo con i colori del Portogallo.

