Aia e Figc stanno pensando a mettere fine al programma sulla spiegazione dei casi dubbi con gli audio originali tra arbitri e Var: crea confusione più che fare chiarezza
Quando nacque tre anni fa sembrava l’antidoto alle polemiche e il manifesto della trasparenza arbitrale: Open Var, la trasmissione di approfondimento sui casi da moviola, fece la sua comparsa su Dazn ogni settimana tra legittime attese. Le premesse (e le promesse) erano di mostrare gli audio integrali dei colloqui tra la sala Var di Lissone e gli arbitri e spiegare perché una determinata decisione fosse giusta o sbagliata ma il programma si è rivelato un boomerang e pare vada verso la chiusura.
Dal designatore Rocchi ai suoi assistenti sono stati tanti i personaggi di Aia e Can a presenziare in studio, dettagliando sui perché e i percome di un rigore negato, di un mani ignorato, di uno step on foot o di un Dogso ma troppe volte non hanno convinto. Non sono mancate contraddizioni e le polemiche anziché placarsi sono cresciute. Chiudere il programma ora è più di un’ipotesi.
Non ci sarà un quarto Open Var
Lo scrive La Stampa dove si legge che Open Var di DAZN potrebbe non essere confermato nella prossima stagione: Figc e Aia stanno riflettendo e una parte dei vertici arbitrali non ha dubbi, Open Var deve andare in archivio. Il motivo? Più che toglierli i dubbi li metterebbe. Sul giornale si legge che “qualche club inizia a pensare che sia soprattutto una fonte di confusione anziché di chiarimento.
La sensazione sempre più diffusa è che questa sovraesposizione possa essere controproducente con la conseguenza di alimentare l’insicurezza degli arbitri, finendo quindi per favorire gli errori anziché ridurli”. Intanto la Lega Serie A ha cominciato a lavorare alla stesura del codice di comportamento che deve limitare le proteste di dirigenti e allenatori contro gli arbitri dopo gli episodi considerati sfavorevoli, prevedendo sanzioni per chi esagera. Questo nuovo regolamento interno sarà pronto per essere applicato a partire dalla prossima stagione.
La sferzata di Biasin
Caustico sul tema Fabrizio Biasin che ieri a Pressing, su Canale 5, ipotizzando il mea culpa per il rigore non dato a Frattesi, aveva detto: “La nota trasmissione, nata con lodevoli intenzioni, è diventata il luogo in cui – senza alcun contraddittorio – i vertici arbitrali negano (quasi sempre) o ammettono (quando proprio non hanno alternative) le loro responsabilità ai danni di questa o quella squadra. Poteva essere una grande occasione di confronto, è diventato il posto in cui si puliscono la coscienza. E ci si rivede la settimana prossima».
La classifica degli errori di Ravezzani
Il direttore di TeleLombardia, Fabio Ravezzani, intervenendo a Radio Crc parla di una classifica delle quattro big del campionato con l’incidenza dei macro errori che sono stati riconosciuti dagli arbitri stessi: “L’Inter e il Milan sono dove dovrebbero essere, forse i milanisti dovrebbero avere un punto in più. Il bilancio del Napoli è di tre episodi a favore e tre contro, i quali hanno pesato di più sul bilancio complessivo della stagione degli azzurri. Infatti, il Napoli dovrebbe avere due punti in più.
Chi davvero può lamentarsi, e sembra strano a dirsi, è proprio la Juventus che ha perso sei punti in classifica poiché è stata la più più penalizzata e massacrata dagli errori. Gli arbitri ne stanno combinando una più del diavolo. Il problema è che sono pure in buona fede, non sono cattivi, sono semplicemente scarsi. La classifica finale dovrebbe essere: Inter 68, Napoli 61, Milan e Juventus 59″.
