“Olimpico deserto? Un gesto d’amore”

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Il tecnico biancoceleste infiamma il clima pre e post gara rimandando ogni responsabilità sul mercato alla società e perdendo la pazienza sul probabile addio del difensore

Nella serata in cui la Lazio torna a vincere superando 3-2 il Genoa, l’Olimpico deserto, i tifosi a Ponte Milvio e la situazione venutasi a creare attorno a Romagnoli spostano inevitabilmente l’attenzione fuori dal campo. Al centro dell’occhio di bue ci resta inevitabilmente Maurizio Sarri, generale in pectore e condottiero pronto a fotografare al meglio la situazione da una visuale privilegiata e non propriamente comoda, ma che l’ex Napoli, Juventus e Chelsea occupa con freddezza e fermezza. Qualità che emergono con forza durante la gara e nell’esultanza rabbiosa sul rigore decisivo messo a segno da Danilo Cataldi al 100′, così come nel corso delle interviste pre e post gara, mai banali e ad alta tensione con la società e con Dario Marcolin, reo di una domanda di troppo su Romagnoli.

Olimpico deserto, Sarri sta con i tifosi

Prima della gara contro il Grifone, Sarri aveva infatti apostrofato come “una dimostrazione di amore” la protesta dei tifosi biancocelesti, che avevano deciso di lasciare deserto l’Olimpico e tifare la squadra da Ponte Milvio. A DAZN, il tecnico toscano, che nella rifinitura ha poi dovuto fare a meno di Mattina Zaccagni, fermato da un problema all’addome, ha spiegato: “La Lazio ha un ambiente con un amore infinito, quella di questa sera è una dimostrazione di amore. È una difficoltà a cui dobbiamo andare oltre”.

L’esultanza rabbiosa, i tifosi e i nuovi arrivati

Concetto ribadito nelle interviste post match, sempre a DAZN: “Esultanza rabbiosa dopo il rigore? Sono state settimane difficile per noi per motivi molteplici. Sono contento che la squadra abbia dato una risposta di questo tipo in una serata difficile. Giocare senza gran parte dei nostri tifosi non è facile, ma come ho detto prima e ai ragazzi, per me questo è un gesto d’amore”.

Le domande si spostano, poi sui nuovi arrivati e sulla leadership di Cataldi: “Maldini e Ratkov? Sono attaccanti con caratteristiche diverse. Ratkov è bravo in area e tutto da scoprire. Maldini deve migliorare a scaricare e a buttarsi in area, ma ampi margini per migliorare. Danilo? Secondo me è un giocatore sottovalutato. Era previsto che tirasse lui il rigore con Pedro che era uscito era lui il secondo rigorista”.

La confessione su Romagnoli

Inevitabili, le domande sul mercato e sulla situazione legata a Romagnoli, tentato dalla faraonica offerta dell’Al-Sadd ed escluso da Sarri per la gara con il Genoa dell’ex Roma Daniele De Rossi: “Non so nulla del mercato e non mi interessa”, ha tagliato corto il tecnico, che sull’ex Milan e Roma ha svelato: “Romagnoli? È una cosa in mano alla società. Io ci ho parlato un minuto fa e mi ha detto che anche lui non sa nulla. Aspettiamo la scelta della società. È un giocatore importate, così come lo era Guendouzi, ma poi ha deciso la società”.

La sfuriata con Marcolin

Prima della gara sull’esclusione Sarri aveva rivelato: “La mia è una valutazione tecnico-tattica. Aspetto le decisioni della società sul mercato. Se spero di avere Romagnoli ancora in rosa? Non lo so. Il Romagnoli che conoscevo io, sicuramente sì”. Nel posta gara, però, all’ennesima domanda sul suo centrale Sarri non ha resistito, sbottando contro l’ex centrocampista biancoceleste Dario Marcolin: “Romagnoli vuole restare? No, basta per favore, ho già risposto tre volte. Basta!”, ha tuonato il tecnico sfilandosi l’auricolare e abbandonando la zona mista visibilmente contrariato.

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