È il tassello fondamentale per dare il via ai lavori per il nuovo impianto del club giallorosso, che avrà un costo stimato di 1,4 miliardi di euro
La data è cerchiata in rosso: cinque marzo. Quel giorno andrà in scena, quasi sicuramente, il voto di pubblico interesse per il progetto dello stadio della Roma a Pietralata dopo l’arrivo della delibera in Giunta programmata per il prossimo giovedì. Un tassello fondamentale per dare via ai lavori dell’impianto che i Friedkin vorrebbero pronto entro il 2030 per poi metterlo anche a disposizione di Euro 2032. La delibera con la conferma dell’interesse pubblico, dopo la ricezione dell’asservimento delle prescrizioni del Comune di Roma, rappresenterà uno start importante per la nuova casa giallorossa da 60 mila posti e la curva più alta d’Europa. Successivamente sarà esaminata in sequenza da sei commissioni capitoline: Lavori pubblici, Patrimonio, Ambiente, Mobilità, Urbanistica e Sport.
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nuovo stadio della roma, il programma
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Ma a quel punto si tratterebbe giusto di un passaggio formale. Al termine dell’iter tornerà in assemblea capitolina per la conferma definitiva da parte del consiglio comunale. L’obiettivo dell’amministrazione è consentire l’apertura della Conferenza dei servizi e concluderla entro l’estate, indicativamente entro luglio. Il cronoprogramma prevede quindi la posa della prima pietra a marzo 2027 e l’inaugurazione dello stadio entro 3 anni. Ovviamente se tutto dovesse filare liscio. Friedkin sa già che per l’esecutivo serviranno 25,5 milioni di euro. Poi la gara per assegnare le opere con la possibilità per la Roma, essendo proponente, di pareggiare qualunque offerta più vantaggiosa dovesse pervenire. L’ultimo vero scoglio, a quel punto, sarebbe rappresentato dagli espropri. In totale, i tecnici della Roma dopo una serie di visure catastali hanno appurato che sono 5 le “ditte” (non nel senso di aziende ma di codici fiscali) che hanno dei diritti di proprietà su questo lotto. Queste cinque persone riceveranno in totale 976.644 euro come indennità di esproprio. Passaggi obbligatori prima dell’inizio dei lavori di un’opera da 1,4 miliardi di euro.
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