nuova frecciata a Massara, poi stuzzica Dybala 

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Alla viglia della gara contro la “sua” Atalanta, il tecnico torna a parlare delle necessità dei giallorossi sul mercato, invitando la società ad agire 

Alla vigilia del ritorno a Bergamo per affrontare la “sua” Atalanta, Gian Piero Gasperini è tornato a parlare del mercato della Roma, invitando la dirigenza e il d.s. Ricky Massara a muoversi in fretta: Giacomo Raspadori potrebbe non basare al tecnico, che in conferenza ha anche stuzzicato Paulo Dybala.

Roma, Gasperini aspetta Raspadori

Gian Piero Gasperini tornerà domani con la Roma a Bergamo per affrontare l’Atalanta, la squadra che in 9 anni ha trasformato da realtà abituata a lottare per la salvezza in realtà di livello europeo, capace di vincere l’Europa League nel 2024. La conferenza stampa alla vigilia del match, però, si trasforma in un’altra occasione per il tecnico per parlare delle necessità di mercato dei giallorossi, che nelle prossime ore potrebbero accogliere Giacomo Raspadori, in arrivo dall’Atletico Madrid. “Di Raspadori dovete chiedere in Spagna…”, ha detto Gasperini dell’attaccante, prima di lasciarsi andare ad un nuovo affondo diretto alla dirigenza romanista.

Il messaggio di Gasperini a Massara

Tre i messaggi che Gasperini invia alla Roma. “L’obiettivo della Roma è diventare sempre più forte. Non bisogna mettere giocatori tanto per mettere, ma mettere giocatori forti che possano dare un valore aggiunto, altrimenti continuiamo così”, ha dichiarato il tecnico, facendo capire di volere non scommesse, ma elementi in grado di fare la differenza per i giallorossi. Un messaggio, questo, che pare diretto soprattutto al d.s. Ricky Massara, che in estate ha puntato su giocatori da scoprire che però non hanno soddisfatto Gasperini: su tutti, il centravanti irlandese Evan Ferguson.

La concorrenza in campionato

La seconda stilettata di Gasp, invece, ha fatto riferimento alle concorrenti. ”Questo è un mercato strano, diverso dagli altri anni – ha affermato il tecnico della Roma – le big si stanno scatenando, è una cosa che non era mai successa perché nel giro di pochissimi punti giochi per lo scudetto, per le coppe, per niente”. Con una classifica cortissima e le altre big intenzionate a rafforzarsi, per Gasperini la Roma non ha scelta: “Bisogna accettare la sfida, stare attenti, sempre pronti, e fare le cose per migliorarci e diventare più forti”. Per Gasp la Roma deve darsi una mossa perché a gennaio le altre rischiano di prendere il largo.

Non basta Raspadori

Gasperini, infine, ha fatto capire che il solo Raspadori non basterebbe alla Roma: i giallorossi hanno bisogno di rinforzi anche in difesa. “Portando Celik sugli esterni abbiamo 5 difensori, tra cui N’Dicka che non c’è oltre (è in Coppa d’Africa, ndr), mentre Hermoso e Mancini sono diffidati. Per una squadra che vuole andare in fondo…”, si è interrotto Gasp, alludendo a un organico ristretto. “Non sono per le rose molto ampie, in questo momento sto guardando anche ai settori giovanili, ma un minimo di rosa di 20 giocatori più i portieri bisogna averla”, ha poi aggiunto. Da Massara, dunque, si aspetta anche un centrale.

Gasp stuzzica Dybala

Ma in conferenza stampa Gasperini non ha risparmiato neanche Paulo Dybala. Il suo non è stato un attacco, ma l’impressione è che il tecnico abbia voluto pungolare il talento più puro a sua disposizione, togliendogli l’alibi del ruolo in campo: a causa dell’assenza di un centravanti convincente e della volontà di tenere contemporaneamente in campo la Joya e Soulé, Gasp ha infatti utilizzato l’ex Juventus da prima punta o anche sul centro-sinistra nel tridente offensivo, non esattamente nella sua posizione prediletta.

“Dove può giocar Dybala? A me piace quando fa gol e fa fare gol, quindi deve andare avanti, sapersi inserire – la risposta di Gasperini – Poi lui è un giocatore in grado di aiutare la squadra quando va in difficoltà e darci una mano quando l’avversario è nella tua metà campo, ma l’importante è che fa gol e fa fare gol”. Insomma, Dybala può anche rincorrere meno gli avversari: l’importante è che faccia la differenza quando ha il pallone tra i piedi.

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