Il talento partenopeo, tra le rivelazioni della serie A, ha parlato del rapporto con i due allenatori e si è lasciato andare a una stoccata nei confronti degli allenatori delle nazionali giovanili
Il rapporto con Antonio Conte, le parole del c.t. Rino Gattuso, gli errori (a suo parere) dei tecnici delle Under azzurre e i difetti del calcio italiano, specie nel rapporto con i giovani: Antonio Vergara, rivelazione del Napoli, non ha peli sulla lingua, dimostrandosi coraggioso nelle interviste quanto in campo.
Napoli, Vergara e il rapporto con Conte
Antonio Vergara, appena stato eletto Rising Star of the Month dalla Lega Serie A per il mese di febbraio, ha concesso un’intervista al Corriere della Sera nella quale ha parlato del suo rapporto con Antonio Conte, definendo il tecnico azzurro più severo di suo padre ma raccontando anche quello che pare una relazione speciale. “Dice che ogni cosa ha il suo tempo, nessuno ti regala nulla”, ha detto Vergara di Conte, aggiungendo poi che “l’unica volta che mi ha detto bravo è stato dopo la partita con il Genoa, che però avevo giocato male. Ma il rigore al 95’ ci aveva fatto vincere. Conte vuole vincere sempre”.
Il retroscena su Gattuso
Vergara ha rivendicato di aver aspettato con pazienza il suo momento (“sapevo di avere la stima di Conte”, ha spiegato), una dote che oggi potrebbe portarlo fino in Nazionale, convocato dal c.t. dell’Italia Rino Gattuso per i playoff mondiali. “Già essere andato a cena con Gattuso è stata una soddisfazione – ha svelato Vergara parlando dell’incontro col commissario tecnico – In questo momento ci sono tanti giocatori che meritano la Nazionale. Ma ci credo, lavoro. Provo a migliorare. Gattuso mi ha chiesto di continuare così…”.
La frecciata ai tecnici delle Under azzurre
Se Gattuso ha immediatamente acceso i suoi riflettori su Vergara, non altrettanto hanno fatto negli anni scorsi i suoi colleghi delle nazionali giovanili. Delle potenzialità del trequartista classe 2003 si parlava da tempo nel Napoli, ma Vergara non ha mai avuto una vera chance nelle Under azzurre, nonostante dai 20 ai 22 anni abbia disputato delle stagioni estremamente positive tra serie C (con la Pro Vercelli) e serie B (con la Reggiana).
Né Alberto Bollini, all’epoca tecnico dell’Italia U20, né Carmine Nunziata, predecessore di Silvio Baldini nell’U21 hanno mai realmente preso in considerazione il ragazzo di Frattamaggiore, che in carriera vanta una sola presenza nelle giovanili azzurre ai tempi dell’U19, con Nunziata in panchina. “Mi sono tolto parecchi sassolini dalle scarpe”, ha dichiarato al Corsera Vergara, parlando delle soddisfazioni prese quest’anno col Napoli e tirando poi in ballo le Under. “Mai giocato nelle Nazionali giovanili. O non convocato o panchine”.
Vergara: “Non chiamatemi giovane”
Dopo anni di attesa, nei playoff mondiali Vergara potrebbe ritrovarsi dunque a indossare l’azzurro della Nazionale A. La responsabilità non lo spaventa, anzi parlando di pressione il trequartista del Napoli ha scoccato un’altra frecciata, stavolta nei confronti dell’intero sistema calcio italiano. “In Europa i ragazzi a 17 anni giocano in Champions, in Italia si parla tanto di talenti ma forse non siamo pronti culturalmente a considerarli tali”, la stoccata di Vergara, che poi ha fatto una richiesta precisa: “Non chiamateci più giovani, per il calcio non lo siamo. Pio Esposito ha due anni meno di me, è fortissimo. Fisicamente e anche mentalmente. È il futuro dell’Italia”. Come Vergara, forse. A Gattuso il compito di capire se il 23enne è già pronto per una sfida da dentro o fuori con la maglia della Nazionale.

