L’idea è audace ma già intrigante: Scott insieme a De Bruyne, Anguissa e Lobotka
Rieccolo Scott, col suo portamento, con la sua carica. Rieccolo McTominay, a duettare con la punta, a inserirsi senza palla, a battere a rete. E ad allargare anche la posizione, per favorire lo scivolamento interno dell’uomo tra le linee. Già, l’ultima prova sul campo potrebbe essere anche una traccia di lavoro che verrà. Non con Raspadori accanto a Lukaku, bensì col gemello belga Kevin De Bruyne, e Neres largo a destra a completare il tridente alle spalle di Big Rom. Pochi minuti di prove sul campo visibili al pubblico, poi casacche mischiate e esperimento rimandato. Chissà, magari già a domani contro il Girona, quando il Napoli effettuerà la sua seconda amichevole internazionale in Abruzzo. McTominay ha saltato i primi tre test della preparazione, per un fastidio muscolare. Poi, lunedì mattina, Conte gli ha concesso una mezzora nella partita finita in parità con la Casertana. E Scott in pochi minuti ha sfiorato due gol – di testa e al volo – e ha fatto anche in tempo a prendersela malamente per una brutta botta subita.
valore aggiunto
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Carico, comunque. E desideroso di rimettersi al lavoro con il resto della squadra, per recuperare il tempo perso e mettersi al pari con gli altri. Il Sassuolo, in fondo, non è poi così lontano e Scott non vuole saltare la prima ufficiale con lo scudetto sul petto. E da ieri, Conte ha cominciato un nuovo tipo di lavoro, per far giocare insieme le quattro stelle della mediana. Perché l’equilibrio tra i reparti resta la base e la chiave del successo, ma poi c’è bisogno di qualità per mettere fine all’annosa questione dei pochi gol. McTominay nella passata stagione ha fatto gli straordinari, ma impensabile che possa ripetere un altro anno da vicecapocannoniere azzurro. E non sarebbe neanche giusto pretendere che Scott continui ad avere quello stesso impatto realizzativo. Certo, fosse per lui ci sarebbe ancora tanto da lavorare e migliorare, e questo è pure la sua forza. Ma deve diventare un valore aggiunto, non l’unica soluzione alternativa al centravanti.
prove offensive
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Vedremo, insomma, se Conte darà seguito a questa nuova soluzione, che in fondo si avvicina tantissimo al modulo usato dal Napoli nell’ultima parte dello scorso torneo: con De Bruyne a fare da Raspadori e Neres – almeno per il momento – preferito a Politano. Giusto provare adesso, anche se durante la stagione sarà logico un turnover continuo e studiato a tavolino. Però, nelle notti magiche, nei big match che spesso sanno indirizzare le sorti di un campionato, il Napoli avrà bisogno di una formazione base più predefinita. Succede in tutte le grandi squadra: non è una diminutio , semplicemente il modo di dare valore diverso alle serate di gala. E anche a tutto il gruppo azzurro.
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da 4-3-3 a 4-2-3-1
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Trasformazione di un sistema. Se il punto di partenza è il 4-3-3, De Bruyne – un po’ come Raspadori nella seconda parte di campionato – non è proprio l’ideale buttato largo in fascia. E allora tocca a McTominay allargare la posizione di partenza e poi infilarsi in profondità, dopo lo scambio al centro Lobotka-KDB. Una situazione di gioco fondamentale negli ultimi mesi dello scorso torneo, che ha portato benefici un po’ a tutti: a Raspadori, più vicino all’area. E a McTominay, sempre devastante
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