Napoli, che corazzata: De Bruyne inventa, Lukaku martella e con McTominay

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L’ultima amichevole ha fatto vedere le potenzialità dei campioni a trazione anteriore

dal nostro inviato Vincenzo D’Angelo

Umore e convinzione possono cambiare velocemente, specialmente in estate. Per carità, non sarà certo un successo contro il Girona a esaltare le masse, a far credere che è tornato il vero Napoli. Come non poteva bastare una scivolata con il Brest per dare il via ai processi. Però nel test di sabato, qualcosa di nuovo – e bello – si è visto davvero. Ed è bastato per immaginare cosa potrà essere questo nuovo Napoli una volta che le gambe di tutti cominceranno a girare a pieno regime. Conte è un perfezionista, un maniaco della cura del particolare. Per mezzora è stato un Napoli (qui la scheda al fantacalcio degli azzurri) quasi perfetto: aggressivo, rapido, intenso. E straordinariamente efficace. Con Kevin De Bruyne a inventare, Lukaku a martellare, Anguissa e Lobotka a dettare i tempi della pressione e degli assalti. In attesa del miglior McTominay, Conte sta modellando una squadra a trazione anteriore, che possa esaltarsi negli uno contro uno sulle fasce ma anche fraseggiare tra le linee con l’idea di andare veloce verso la porta.

supercoppia

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Ma la risposta più significativa è arrivata dai due amici Lukaku-De Bruyne, i ragazzi prodigio che hanno riportato il Belgio ai vertici del calcio mondiale. Rom e Kevin hanno deciso di provare a togliersi un ultimo sfizio di carriera. L’idea è semplice, ma la missione non banale: vogliono finalmente vincere insieme. E il loro affiatamento sarà un’arma determinante nel nuovo Napoli. Kevin e Romelu si conoscono sin da bambini: si cercano, si trovano, sanno sempre dove si trova l’altro e come poterlo servire al meglio. Il Napoli non vuole essere Kevin dipendente, ma tutto – naturalmente – ruota già attorno al genio del numero 11. Che sa aprire il campo, sventagliare, imbucare, inserirsi. E poi calciare da fermo, fondamentale poco sfruttato al primo anno contiano: col Girona è cominciata una nuova era.

fab four

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La chiave della rivoluzione, però, sarà un’altra: se Conte riuscirà a far coesistere i quattro tenori di centrocampo, allora a Napoli ci sarà da divertirsi. Come è accaduto per 15’ sabato: dopo l’ingresso di McTominay, i campioni d’Italia hanno lasciato l’ormai tradizionale 4-3-3 in favore del 4-2-3-1. Con lo scozzese largo a sinistra, Anguissa in mediana accanto a Gilmour (entrato per Lobotka, l’altro insostituibile) e re Kevin libero di agire, muoversi, inventare. Un po’ come ha fatto Raspadori nella seconda parte della passata stagione. Periodo in cui McTominay – nonostante una posizione più sacrificata in fascia, soprattutto in fase di non possesso – ha poi mostrato il meglio di sé. Il tutto senza considerare che anche in avanti qualcosa è cambiato: Neres al meglio della condizione è un passepartout che può aprire ogni difesa. I centimetri di Lucca sono quelli che servivano per trasformare in oro i continui traversoni che piovevano dalle fasce lo scorso anno. E poi occhio a Lukaku, sembra un uomo nuovo. Ha vissuto i suoi anni migliori dopo le preparazioni con Conte: l’età è avanzata, ma gli occhi e la fame sono rimasti gli stessi. Con la giusta gestione dell’energia, potrà tornare devastante.



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