Mondiali: Italia sfida Bosnia e polemiche ‘nessuna mancanza di rispetto’ – Calcio

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L’Italia che si gioca tutto dopo due qualificazioni fallite, la Bosnia che sogna in grande sull’entusiasmo del colpo con il Galles. Sale la tensione per la finale playoff che vale la qualificazione al mondiale, e il clima sempre più acceso. Per l’importanza della posta in palio, certamente, ma anche per le polemiche in Bosnia provocate dall’episodio con protagonisti alcuni azzurri.

Al termine dello spareggio vinto dall’Italia contro l’Irlanda del Nord Federico Dimarco insieme a Guglielmo Vicario e a Pio Esposito è stato immortalato mentre esultava al rigore decisivo realizzato dalla rappresentativa di Edin Dzeko. Immagini messe in onda dalla Rai che ben presto sono diventate virali innescando commenti furiosi in Bosnia e tra i suoi tifosi che sui social hanno parlato di mancanza di rispetto, di arroganza annunciando: ‘Ne terremo conto a Zenica’. Ovvero la città che ospiterà la finale di martedì.

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Sentitosi chiamato in causa Dimarco è intervenuto a Coverciano, precedendo la conferenza stampa con una dichiarazione personale, per spiegare, chiarire ma anche esternare il proprio disappunto per la scelta di riprendere e trasmettere quelle immagini. ”Sono qui perché mi sono ritrovato protagonista di un episodio, voglio precisare che la mia esultanza è stata una reazione istintiva, stavo semplicemente guardando i rigori con alcuni miei compagni, non ho mai voluto mancare di rispetto alla Bosnia e ai bosniaci né l’ho mai fatto verso altri club o altre nazionali. Semmai mi è dispiaciuto e ho trovato poco rispettoso essere stato ripreso in un contesto dove c’erano amici, famiglie e anche dei bambini”. L’esterno dell’Inter e della Nazionale con cui ha messo assieme finora 37 presenze ha voluto anche rispondere a certe critiche: ”Ho sentito darmi dell’arrogante: ma come potrei esserlo, con quale diritto visto che manchiamo dai Mondiali da 12 anni?”.

Senza contare che nella Bosnia il giocatore simbolo è stato un suo compagno nell’Inter per due anni e con esso i rapporti si sono mantenuti stretti: ”Edin Dzeko è un amico, un grandissimo calciatore e soprattutto una grandissima persona. In estate ci siamo anche incontrati in vacanza. Giovedì sera gli ho scritto subito per fargli i complimenti per la finale raggiunta, lui mi ha risposto contraccambiando e poi ha aggiunto ‘Vinca il migliore”’. Dichiarazioni volte a stemperare e a far rientrare il caso anche se martedì a Zenica l’atmosfera s’annuncia tesa. ”Troveremo un ambiente caldo ma già lo sapevamo – ha ammesso Dimarco – La Bosnia ha la stessa voglia che abbiamo noi di andare al Mondiale, faremo di tutto per riuscirci, siamo l’Italia, abbiamo una responsabilità e ce lo meritiamo, questo gruppo sta bene assieme e si diverte”. Gli azzurri hanno studiato gli avversari con una sessione video.

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”Martedì servirà un po’ tutto, specie la testa, è quella che comanda le gambe. Bisogna essere forti mentalmente per 95′, se ci riusciremo penso ci porteremo a casa la qualificazione”. Non ha dubbi Dimarco su quella che è stata la qualità maggiore dell’Italia contro l’Irlanda del Nord e andrà messa in campo anche a Zenica: ”E’ stata la forza mentale ad aiutarci l’altra sera a scacciar via i fantasmi dopo un primo tempo bloccato e l’occasione fallita da Retegui.

La forza mentale e di gruppo ci hanno permesso di trovare le chiavi nel secondo tempo. Dovrà essere così anche con la Bosnia che è una nazionale forte, con elementi esperti e giovani talenti” ha rimarcato l’interista che nel proprio club sta disputando una delle migliori stagioni: ”Sono soddisfatto ma gol e assist servono solo se portano risultati alla squadra. Quanto al momento di calo che sta attraversando l’Inter dico solo che nel corso di una stagione non si può essere sempre al massimo, quel che conta è dare sempre tutto”. Più che mai martedì in cui è in palio il biglietto per l’America.

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