Il Milan dopo la partita ha cantato per il suo leader in spogliatoio: la prova del suo status. Il croato ricambia, come Allegri è innamorato dell’atmosfera di San Siro e dei tifosi
Il maestro aveva gli occhi del bambino. Visto Luka Modric nella notte del derby, no? Il Pallone d’oro 2018 era un milanista innamorato. Ha giocato un Milan-Inter da principe e ha ammirato San Siro, per la prima volta in un derby colorato di rossonero. Bella la vittoria dell’andata, ma con lo stadio che urla per te è un’altra cosa. A partita finita però è successo qualcos’altro, qualcosa che le telecamere non hanno mostrato.
il coro per modric
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Modric ha lasciato il campo una decina di minuti dopo i compagni perché prima doveva rispondere alle domande di Dazn. Appena finito con i giornalisti, è corso in spogliatoio, come se non fossero sufficienti i 10,839 chilometri corsi in campo. Via, a tutta velocità per festeggiare con la squadra e non perdersi i momenti più belli. I compagni lo hanno aspettato e, quando lo hanno visto entrare in spogliatoio, hanno alzato un coro: “Luka! Luka!”. E quando mai succede? Un segnale evidente: Modric è considerato da tutti un giocatore a parte, che abita una categoria tutta sua. Ha vinto 6 Champions, è stato Pallone d’oro, anche a 40 anni comanda con l’intelligenza e la tecnica – quelle le avrà anche nel 2066 – ma anche con la corsa, il senso della posizione, la grinta. In più, usa l’esterno, gioca sul corto e sul lungo, capisce tante cose prima. E non si mette mai su un piedistallo: parla con i compagni da pari, come sempre in carriera.
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amore per i tifosi
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Il bello, per il Milan, è che l’affetto è reciproco. Modric ha vissuto il Real Madrid ma tifa Milan da quando era bambino. Sa bene che il livello del calcio italiano è inferiore a quello delle grandi di Spagna ma in questi mesi si è innamorato di San Siro, del derby e dei tifosi del Milan. La partita con l’Inter, con il carico di attese, cori e celebrazioni, è unica per i milanesi e anche per Luka. In questo, c’è un legame con Allegri. Modric, come Max, in questi mesi ha capito quanto i tifosi possano spingere la squadra, in campo e anche in trasferta perché la Curva Sud, anche in formazione ridotta, si fa sentire in tanti stadi. Nei prossimi due mesi, il Milan andrà a giocare a Roma con la Lazio, a Napoli, a Verona, a Reggio Emilia col Sassuolo e a Genova. Senza un aiuto dall’alto – e per alto si intende la curva ospiti – il sogno scudetto evaporerebbe.
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