Applausi per tutti i nuovi arrivi. Tifosi pazzi di gioia quando lo speaker ha annunciato il croato…
Un misto di curiosità e in fondo, perché no, anche di fiducia, a dispetto degli sgradevoli ricordi vissuti soltanto pochi mesi fa. Altrimenti non si spiegherebbero i 71 mila (dei quali circa 3 mila tifosi biancorossi) che hanno voluto rispondere presente alla prima rossonera stagionale al Meazza contro il Bari in Coppa Italia, in un turno agostano che il Diavolo non avrebbe mai voluto giocare. Per essere il fine settimana di Ferragosto, al netto dei prezzi popolari, un dato impressionante che ha “costretto” il Milan ad aprire tutti i settori del terzo anello.
red carpet
—
Un’ouverture a due facce, come peraltro già si sapeva. Da un lato, quello dei seggiolini blu, la curva Sud piena ma senza la spinta degli ultras: niente bandiere, niente striscioni, balconate grigie, niente tifo organizzato sulla scia dell’inchiesta della Procura milanese. La nuova stagione è iniziata come si era chiusa la vecchia. Il Meazza però ha saputo accendersi lo stesso perché il club, per questa “prima”, tra la fine del riscaldamento e il fischio d’inizio ha organizzato una sorta di red carpet con tutti i nuovi acquisti. La cornice imponente ha premiato l’iniziativa e i decibel si sono alzati man mano che lo speaker Gegio li ha chiamati in campo, uno alla volta, tra bandieroni e giochi pirotecnici. Pietro Terracciano, De Winter, Estupinan: applausi poi diventati cognomi scanditi con grande vigore (all’appello però è mancato Allegri, soltanto accennato qualche minuto più tardi) quando si sono palesati Ricci e Jashari. Sino all’ovazione finale, con mezzo Meazza in piedi ad applaudire e sgolarsi quando è stato il momento di Modric. “Un bambino con la maglia rossonera e un sogno nel cuore, diventato un campione, una leggenda”, sono state le parole con cui è stato introdotto Luka. È venuto giù lo stadio, il regalo più bello per il primo San Siro rossonero dell’anno.