Rafa a Cremona veste i panni del capopopolo: “È una settimana in cui non si esce, si sta a casa con la famiglia e ognuno deve trovare il suo modo di stare concentrato”
Il gol, almeno lui, va sempre di moda. Rafa Leao ha segnato per la decima volta in stagione – doppia cifra – alla fine di una settimana in cui ha fatto parlare più che altro per la presenza alle sfilate della Settimana della Moda. A Cremona invece si è visto un classico Rafa della collezione autunno-inverno 2026: ha giocato da centravanti e poi largo, ha sprecato due occasioni grosse, ha aiutato la squadra con qualche giocata. Nel bene e nel male, già visto. Il Leao più interessante, quindi, è quello del post-partita, in cui Rafa ha fatto il capopopolo, vestito mai indossato in passato: “Ai miei compagni per il derby chiedo di dare il massimo e di prenderla sul personale, perché è una partita da vita o morte”.
rafa e l’inter
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Leao con l’Inter ha un rapporto antico. Intanto, sarebbe potuto diventare nerazzurro, prima che Antonio Conte – ai tempi allenatore interista – dicesse “no grazie”. Voleva un attaccante esperto, con caratteristiche diverse. Voleva Lukaku. Rafa ha raccontato il suo punto di vista in una intervista: “Il direttore sportivo del Lilla mi disse che stavano per vendermi all’Inter. Io risposi di no, volevo restare un altro anno per crescere. Lui insisteva ma non cambiai idea. Dopo qualche settimana, tornò da me: ‘C’è il Milan’. Io dissi subito sì. Paolo Maldini mi chiamò in video. Mi disse ‘devi venire, siamo pronti a prenderti’. Non potevo rifiutare”. Contro l’Inter ha alternato grandi partite – la migliore a settembre 2022, con lo scudetto sul petto – e momenti tristi, come l’infortunio che condizionò la preparazione della semifinale di Champions 2023.
la sua partita
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La sua partita a Cremona è stata complessa, con buone cose ma anche errori. Rafa ha avuto tante occasioni. Folino dopo 10 minuti lo ha anticipato, mentre Rafa ha sprecato un uno contro uno con Audero calciando fuori e ha deviato alto un cross di Rabiot dopo un’ora di gioco. Nel finale ci ha provato da solo – tiro centrale a 17 minuti dalla fine – ma ha segnato con un cortese omaggio di Nkunku, che in contropiede gli ha appoggiato la palla davanti alla porta vuota. Pulisic, un’ora prima, avrebbe potuto fare lo stesso ma ha calciato su Audero. “Abbiamo avuto tante occasioni, anche io personalmente – ha detto Leao -. Dovevo fare di più, anche se dopo ho segnato. Esco un po’ così perché non sono stato concentrato nei dettagli della finalizzazione”.
come sta rafa?
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Leao, al netto di gol e sprechi, è sembrato in crescita atleticamente ma come sempre con il limitatore di velocità negli sprint. C’è un’azione al 5’ del secondo tempo che dice molto. Il Milan riparte e Modric gli crea la sua situazione preferita: uno contro uno con Folino, con metà campo a disposizione. Rafa fa quello che gli suggeriscono la logica e la sua memoria – punta l’avversario – ma non prende mai vantaggio in velocità e finisce per trascinare la palla sul fondo. Non sta ancora bene, si capisce. “Stiamo lavorando per risolvere questa infiammazione – ha detto alla fine, non per caso -. Io ho cercato di fare sempre il massimo, sto sempre meglio anche se sento ancora un po’ di fastidio. Tutti mi hanno spinto, mi hanno aiutato tanto”.
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il derby
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E allora, derby. Leao va oltre il richiamo ai compagni: “La settimana del derby è sempre diversa. Non si esce, si sta a casa con la famiglia e ognuno deve trovare il suo modo di stare concentrato. L’ambiente sarà molto bello. L’Inter è una grande squadra ma noi, con tutto il rispetto, arriviamo con la voglia di fare risultato. Dovremo prepararla molto bene, il mister conosce questa partita. E secondo me arriviamo pronti”. Si nota una voglia di rievocare il 2022, per un altro derby di fine inverno. Leao ha sette giorni per trovare qualcuno che indossi il vestito del suo fratellone Giroud, che a Lilla – la sua vecchia casa – continua a segnare.
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