Dopo la vittoria di Cagliari Allegri spiega il ruolo del portoghese. In TV risponde sul calendario e spegne l’entusiasmo scudetto con i numeri
Il Milan espugna Cagliari con un successo pesantissimo e si riprende la vetta, almeno per due notti in attesa dell’Inter. Massimiliano Allegri però non si lascia andare a facili entusiasmi. Il tecnico analizza la prova, esalta Leao da centravanti (non senza lesinare una frecciatina) e frena sullo scudetto. Poi in TV zittisce lo studio facendo i conti sul calendario rossonero.
Leao centravanti, la scelta che lo tiene acceso
Allegri spiega senza giri di parole perché Leao rende di più da numero 9. “In mezzo al campo è più vivo, a sinistra ogni tanto si addormenta“, chiarisce il tecnico livornese motivando una delle sue svariate innovazioni tattiche e nel contempo dando una mezza strigliata al giocatore. Da centravanti, in pratica, il portoghese resta dentro la partita e sfrutta le sue qualità. La condizione fisica del giocatore resta non ottimale, anche se il gol da 3 punti segnato contro il Cagliari rappresenta già una base solida dalla quale ripartire.
Una partita a due volti e una squadra che cresce
L’approccio alla gara non è stato convincente. Il Milan soffre in avvio, subendo tre tiri nei primi minuti. Allegri, come spesso gli capita, invita alla calma nell’interpretazione dei vari momenti delle partite: servono ordine e equilibrio anche perché ogni gara dura 100 minuti . E allora ecco che nella ripresa i rossoneri crescono, controllano e creano occasioni. Il rammarico resta quello di non aver chiuso il match, ma la solidità difensiva convince nonostante le assenze e un mercato da questo punto di vista vivo.
Calendario, numeri e scudetto: Allegri gela tutti
In diretta TV Allegri smentisce chi parla di calendario favorevole. Snocciola le date a memoria e ammutolisce lo studio che parlava di calendario migliore con i numeri (“in matematica ero bravo”): “Calendario? Ma come? Noi ora giocheremo l’8, poi l’11 e poi il 15 e poi il 18, quindi il 25 e l’1 a Bologna. Ad ogni modo, da questo punto di vista il vate livornese si conferma zen: “Quando ci dicono di giocare, noi giochiamo“, la stilettata finale rivolta più che ai personaggi in studio ai colleghi lamentosi. Frenata, invece, sulla corsa scudetto: cinque squadre in pochi punti, è troppo presto.
Questo il tour de force rossonero
Milan-Genoa 8 gennaio
Fiorentina-Milan 11 gennaio
Como-Milan 15 gennaio
Milan-Lecce 18 gennaio
Roma-Milan 25 gennaio
Bologna-Milan 1 febbraio.


