La voce di Fuorigrotta è tra i decani tra gli speaker di A, una carriera da dj iniziata a 13 anni, la svolta quando sostituì un collega allo stadio
C’è Daniele Partelli, che da Verona incita urlando “Tuti in piedi per l’Hellas”, c’è Matteo Vespasiani, che all’Olimpico scandisce i nomi dei giocatori della Roma come in una rappresentazione teatrale, c’è Massimo Biggi che a Bergamo suona la tromba per l’Atalanta: “Amici nerazzurri, pronti a fare rumore!”, c’è Mirko Mengozzi: ex voce radiofonica, tono showman, noto per il “Benvenuti alla Scala del Calcio!” quando c’è l’Inter mentre se gioca il Milan la voce è quella di Germano Lanzoni: comico del “Milanese Imbruttito”, ironico e teatrale, celebre per il suo “Raga, siamo una bomba!”. Sono venti in serie A, sono gli speaker delle squadre, quelli che presentano le formazioni e intonano il nome del calciatore che ha segnato ma che oggi, da figure marginali, sono diventati dei veri showman amatissimi dal pubblico, amici dei calciatori, personaggi a tutto tondo. Uno dei più noti è Daniele “Decibel” Bellini, la voce del Napoli da oltre 14 anni. A Fuorigrotta la sua voce stentorea si sente anche per la strada. Intervistato in esclusiva da Virgilio Sport Bellini racconta com’è diventato popolare quasi quanto i giocatori.
Una carriera iniziata a 13 anni come dj per le radio campane. Da lì nasce il soprannome “Decibel”, legato proprio al suo modo esplosivo di parlare al microfono. Diventato speaker al San Paolo, poi stadio Maradona, conquistò i primi momenti di gloria nel 2013, quando dopo un gol del Pipita scandì il nome di Gonzalo Higuain per nove volte. Il video divenne rapidamente virale sui social. Il resto è storia.
Chi è stato a darti il soprannome Decibel?
“Era il ’95, un mio collega di una radio privata per scherzo mi mise questo soprannome quando facevo il dj, successivamente in piena epoca internet mi serviva un dj e usai quello. Da allora per tutti sono Decibel”
Ricordi la tua prima volta a Fuorigrotta?
“Certo, c’è anche un video su YouTube. Era un Napoli-Juventus, vittoria per 3-1. Dovetti sostituire un collega. Ricordo che era un momento incredibile all’inizio della stagione, e ho portato fortuna per il futuro”.
L’annuncio che ti è rimasto nel cuore?
“C’è da chiederlo? Lo scudetto! Quel gol di Mc Tominay all’ultima giornata è stata una liberazione, fino ad allora eravamo tutti in tensione”
Quello che sogni di fare?
“Eh, ce ne sono tanti: in Champions magari..Mi sarebbe piaciuto annunciare un gol di Maradona ma non era epoca mia, è un grande rimpianto”
Il calciatore con cui sei o sei rimasto maggiormente in amicizia? Jorginho e Koulibaly erano al tuo matrimonio, sei stato lo speaker per l’addio al calcio di Hamsik in Slovacchia…
“Con Kouly c’è un grandissimo rapporto, chiama sempre, ci sentiamo anche con le famiglie, andremo a trovarlo presto. L’esperienza in Slovacchia è stata splendida, lì c’è un grande affetto per Napoli anche a caua di Lobotka che da quelle parti è un idolo, sono stati giorni meravigliosi, anche i tifosi slovacchi hanno voluto farsi foto con me”
Chi conosci dei tuoi colleghi?
“Siamo tutti amici, c’è quello della Lazio, Riccardo Celletti, che mi ha scritto per chiedermi consigili ma con tutti ci sentiamo, io e quelli di Milan e Inter siamo i “decani” degli speaker”
Con gli allenatori del Napoli che rapporto hai avuto?
“Con tutti ottimo, in particolare con Spalletti, con lui parlavo di tutto, quando è andato alla Juve gli ho mandato un messaggio scherzoso per dirgli in bocca al lupo, vinci ma non contro di noi”

