Lukaku, il rientro e il mercato: nove partite per decidere il futuro

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Romelu vuole riconquistare Conte e il Maradona, anche lo spazio per lui è stato sempre meno: adesso si gioca il Mondiale e il futuro

Alessandra Vaccaro

Chi l’avrebbe mai detto, Romelu Lukaku che scalda la panchina. Big Rom, il manifesto del gioco di Antonio Conte, protagonista dello scudetto 2024/2025, trascinatore della scorsa stagione, relegato a guardare i match da bordocampo dall’allenatore che più di tutti l’ha valorizzato in carriera. Questa è la scena che si ripete di domenica in domenica. Romelu è reduce da un grave infortunio: la lesione del retto femorale della coscia sinistra. Maledetta l’ultima amichevole del ritiro pre campionato, quella con l’Olimpyacos, che avrebbe dovuto chiudere per Big Rom una pre season vissuta ad alti giri. Il belga, infatti, tra Dimaro e Castel di Sangro ha restituito sensazioni estremamente positive, di un centravanti capace di poter dire la propria anche in questa stagione. Le scelte del mercato estivo erano andate in questa direzione. Lorenzo Lucca sarebbe dovuto crescere alle sue spalle, rubandogli i trucchi del mestiere. Ma l’infortunio ha cambiato tutto. Il Napoli è tornato prepotentemente sul mercato, andando all in su Rasmus Hojlund, che è arrivato alla corte di Antonio Conte per 50 milioni.

hojlund

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Non ha avuto bisogno di tempi di ambientamento: Rasmus si è preso la scena immediatamente, rispondendo bene anche al processo di lukakizzazione che Conte ha sperimentato su di lui fin dall’inizio. Rasmus, infatti, ricorda a tratti il primo Lukaku, è un centravanti maturo, attacca la profondità e riesce a fare anche un prezioso lavoro di sponda. Insomma, Hojlund non ha certo fatto rimpiangere Lukaku. Certo, la frase che rimbalzava a inizio stagione era: con Hojlund e Lukaku insieme l’attacco del Napoli sarà devastante. Ebbene, Lukaku a metà novembre dalla tribuna del Maradona ha assistito a Como-Napoli, ha partecipato alla spedizione in Arabia Saudita, sempre come amuleto dalla panchina. Ma ha racimolato finora solo 102 minuti in campo. Neanche il gol decisivo contro il Verona è servito a cambiare l’inerzia della sua stagione. Big Rom ha pianto a dirotto nel post partita, dedicando il gol al padre, scomparso proprio nel suo più delicato periodo calcistico. Un gol che sarebbe potuto essere preludio di rinascita e che, invece, è rimasto episodio isolato. Tanto che nella gara successiva, con il Torino, ha visto il campo per una manciata di minuti e contro il Lecce non è entrato.

romelu ancora decisivo?

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Avere o non avere Lukaku fa tutta la differenza del mondo. Antonio Conte ha sottolineato più volte come giocatori come Romelu possano essere decisivi anche solo con la presenza. Un fisico prestante come il suo ha bisogno di un periodo di riambientamento in campo per tornare al top della condizione. In ballo per Romelu c’è anche un Mondiale con il suo Belgio che spera di vivere da protagonista, magari in tandem proprio con Kevin De Bruyne. Bisogna considerare il nuovo assetto offensivo degli azzurri, rimpinguato a gennaio con due nuovi attaccanti, Alisson Santos, che per l’impatto devastante avuto in serie A è difficile far sedere in panchina e Giovane, inesploso, ma che rappresenta una valida alternativa. E poi c’è Romelu, che ha il peso specifico più alto, anche in termini economici: rappresenta il maggiore ingaggio del Napoli, con 8.5 milioni netti a stagione supera anche il connazionale ex City. Un ingaggio che impone delle riflessioni di mercato, soprattutto se il nuovo corso del Napoli tenderà a un ridimensionamento del tetto stipendi. Lukaku resta un giocatore estremamente corteggiato: l’interesse dall’Arabia Saudita è concreto, così come quello più romantico dell’Anderlecht. Altre piste portano a Qatar, Turchia e a qualche club di Premier. Ma non è ancora tempo di pensare al futuro. Romelu ha a disposizione le ultime nove gare di serie A per cercare di ritagliarsi un ruolo da protagonista e magari anche nel nuovo capitolo del Conte tris in panchina. A maggior ragione, ora, che la lotta scudetto si è riaperta: chissà che il miracolo che auspicano i napoletani non possa passare proprio dai piedi di Lukaku.



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