Lookman raccontato dall’ex allenatore: “Fidatevi, cambierà l’Inter”

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Peseiro, in passato c.t. della Nigeria e profondo conoscitore dell’atalantino: “Merita la chance. Tiro devastante, Ademola con Thuram e Lautaro sarebbero micidiali”

Filippo Conticello

Giornalista

Mentre è tutto fermo tra Milano, Bergamo e Londra, il caso Lookman è arrivato a Lisbona, casa di José Peseiro, santone portoghese e allenatore della Nigeria tra il 2022 e il 2024. Con Ademola ha sfiorato la Coppa d’Africa e, anche in questi strani giorni, resta un “lookmaniano” di ferro. 

Peseiro, cosa ha imparato negli anni di Ademola Lookman?

“Da ragazzino in Inghilterra era un predestinato, è cresciuto sentendo gente dire che sarebbe diventato una stella della Premier, è pure diventato campione del mondo under 20. Poi non è stato più convocato e la conseguenza è stata scegliere la nazionale nigeriana, a cui è legatissimo perché adora i genitori. Per capire chi sia Ademola, bisogna concentrarsi su questo passaggio: ha subito un rifiuto duro, è stato un momento di dolore e angoscia. La voglia di riscatto nasce lì, ora vuole dimostrare di essere un giocatore di primissima fascia europea come l’Inter. E per me lo è al 100%”. 

“Ottimo ancora oggi, in questo momento non voglio disturbarlo. Ricordo che quando l’ho conosciuto, ho voluto capire meglio il suo passato e i suoi obiettivi. Quando è arrivato all’Atalanta, sono andato a trovarlo spesso: capiva di avere un potenziale enorme, a Bergamo ha trovato l’ambiente e l’allenatore per tirarlo fuori”. 

Qual è la sua dote migliore? 

“La capacità di tiro. Il fatto che, pian piano negli anni, sia cresciuto nel senso del gol: ora, se lo fai girare un attimo, trova subito un angolo della porta. Fa bene l’esterno, ma da seconda punta può squilibrare di più. Lui con Lautaro e Thuram non è impossibile, anzi…”. 

Ma il prezzo da 50 milioni e oltre, non le sembra troppo alto per un 28enne? 

“Il prezzo riflette una qualità enorme e l’adattarsi al modello di gioco. L’età, poi, non conta: l’Inter vuole vincere subito, non pensa a rivenderlo”. 

Come starà vivendo questo momento? 

“Non so, ma è una persona molto tranquilla. Non è particolarmente socievole o espansivo, ma ha personalità. Condivideva con me anche le sue insicurezze. Ascolta e riflette, sono doti rare”. 

Sarà pure pacifico, ma la scelta di non allenarsi non va in quella direzione… 

“Non credo che sia bene affrontare i suoi problemi con l’Atalanta pubblicamente. Sono questioni da risolvere in privato. Visto da fuori, il comportamento può non sembrare bello, ma non posso giudicare senza conoscere tutti i dettagli”.



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