lo scenario da incubo per l’AIA, serie A verso una rivoluzione

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Il Tribunale nazionale Federale della Figc ha deciso di inibire per 13 mesi il presidente dell’AIA Antonio Zappi che però non decade dal suo incarico fino alla sentenza definitiva: aveva influenzato alcuni dirigenti per gli organici di serie C e serie D

Non bastavano le polemiche arbitrali a rendere incandescente la situazione del calcio italiana. Ora dal Tribunale Nazionale della FIGC arriva una decisione che rischia di cambiare per sempre il volto dell’AIA e che potrebbe portare a una vera e propria rivoluzione arbitrale nel corso delle prossime stagioni: in mezzo a tutto questo c’è la figura di Antonio Zappi, inibito per 13 mesi.

Zappi inibito per 13 mesi

Il presidente dell’Aia, Antonio Zappi, è stato inibito per 13 mesi. E’ questa la decisione del Tribunale nazionale federale della FIGC che ha deciso di accogliere in toto le richieste del procuratore Giuseppe Chinè. Sanzione di due mesi invece per Emanuele Marchesi (la procura ne aveva chiesti sei), componente del comitato nazionale. L’accusa rivolta a Zappi era quella di aver fatto pressione sui vertici degli organici tecnici di serie C e di serie D e in particolare su Maurizio Campi e Alessandro Pizzi con l’obiettivo di spingerli alle dimissioni per poi essere rimpiazzati da Orsato e Braschi.

La difesa del presidente e cosa succede ora

Prima della sentenza, Antonio Zappi si era difeso per il suo operato sostenendo di aver “sempre agito nell’esclusivo interesse dell’Associazione e di aver operato nel rispetto delle regole”. Ma nelle parole del presidente dell’AIA, che resterà tale di fatto fino alla sentenza definitiva, anche un monito nei confronti del mondo del calcio: “Voglio precisare che non si sta giudicando soltanto la mia persona ma l’azione stessa del presidente dell’AIA democraticamente eletto dagli associati. Questo è un processo che mina i diritti e l’autonomia dell’Associazione, contrapponendoli a interessi di singoli associati”.

La rivoluzione nella classe arbitrale italiana

Solo qualche settimana fa Zappi era stato ospite della Domenica Sportiva e autore anche di un botta e risposta con Lele Adani sull’organizzazione arbitrale. In quella occasione aveva rivendicato proprio le scelte di Orsato e Braschi come punti di riferimento nel mondo arbitrale. La sanzione che gli è stata inflitta però rischia di creare una vera e propria rivoluzione nel sistema arbitrale italiano. L’AIA rischia di essere commissionata dalla FIGC e la condanna nei confronti di Zappi potrebbe diventare una munizione per il progetto che FIGC e Lega sognano da tempo con la gestione della classe arbitrale che non sarebbe più in capo all’AIA ma che passerebbe nelle mani di una società retta proprio dalla Federazione e dalla Lega di Serie A.

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