l’Iran tratta con la Fifa per giocare in Messico, niente USA. La situazione

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L’Iran starebbe trattando con la FIFA per disputare i propri match del Mondiale in Messico in modo da non entrare negli USA, con la possibilità di ripescaggio per Italia e Iraq (ed Emirati Arabi) sullo sfondo

La FIFA si sta ritrovando in una situazione di scacco a causa di una ‘partita’ che nemmeno sta giocando. Il conflitto scoppiato in Medio Oriente in seguito all’attacco statunitense/israeliano all’Iran sta scombinando i piani della FIFA in vista del Mondiale in programma tra qualche mese sul continente americano, con la Federazione iraniana che non vorrebbe rinunciare alla più importante competizione calcistica per Nazionali, ma allo stesso tempo non sono disposti a volare negli Stati Uniti visto anche l’invito minaccioso di Donald Trump, motivo per cui starebbe trattando con la FIFA per scendere in campo solamente in territorio messicano, con la loro possibile esclusione e la necessità di ricorrere al ripescaggio che aleggiano sullo sfondo di questa triste vicenda.

L’invito minaccioso di Trump all’Iran

L’Iran è benvenuto al Mondiale ma non sarebbe appropriato che giochi in America per la sicurezza della delegazione”. Una frase che più che un invito appare come una minaccia, soprattutto se a proferirla è stata colui che ha dato il via ai bombardamenti sul Paese a cui questo messaggio è indirizzato, e che certamente non ha aiutato a distendere la situazione in vista dei Mondiali 2026, tenuti in scacco dalla guerra scoppiata in Medio Oriente tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

Dopo essersi guadagnata sul campo la partecipazione ai prossimi Mondiali, l’Iran si trova nella complicata situazione di dover far volare la propria Nazionale in casa del Paese con cui si trova in guerra – e non per proprio volere – sul proprio territorio. Una situazione resa ancor più complicata dalla presenza di Trump, personaggio che certamente non spicca per diplomazia e che sta riuscendo a trasformare il mondiale in un affare sempre più personale, nonostante gli Stati Uniti siano solo uno dei tre paesi ospitanti insieme a Canada e Messico.

L’Iran tratta con la FIFA per giocare in Messico

E proprio dal Messico potrebbe arrivare la soluzione per permettere all’Iran di partecipare ai Mondiali. In un comunicato diffuso su X, il presidente della federazione calcistica iraniana Mehdi Taj ha spiegato come il Paese Medio Orientale stiano cercando una soluzione per prendere parte alla competizione senza entrare nei confini statunitensi ed evitare il più possibile situazioni che possano mettere in pericolo i propri atleti: “Poiché il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato esplicitamente di non poter garantire la sicurezza della Nazionale iraniana, certamente non andremo in America. Stiamo attualmente negoziando con la Fifa affinché le partite dell’Iran ai Mondiali si svolgano in Messico”.

La situazione e i criteri di ripescaggio in caso di forfait dell’Iran

In attesa dell’esito di questa trattativa non si può escludere la possibilità che l’Iran rinunci al Mondiale e la FIFA si ritrovi costretta a ripescare una delle Nazionali escluse. Un eventualità che potrebbe interessare anche l’Italia, anche se in merito non esiste un regolamento definito. Teoricamente il ruolo dell’Iran dovrebbe venire ereditato dalla prima Nazionale del suo stesso continente (Asia) esclusa, ovvero l’Iraq, che come gli azzurri al momento dovrebbe sostenere i playoff per qualificarsi.

La scelta però spetta direttamente alla FIFA, che potrebbe decidere di destinare il posto vacante alla Nazionale più blasonata tra quelle escluse o a quella con il ranking FIFA più alto, criteri che premierebbero in entrambi i casi l’Italia. C’è però anche una terza opzione dal sapore beffardo che potrebbe essere presa dalla Federazione Internazionale, ovvero quella di assegnare il posto agli Emirati Arabi Uniti (seconda miglior Nazionale asiatica esclusa dopo l’Iraq) per compiacere proprio gli Stati Uniti loro alleati. Una possibilità concreta come spiegato anche dal Guardian e che appare ancor più probabile vista la vicinanza di Gianni Infantino a Trump.

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