La conferenza dell’allenatore nerazzurro nel media day di Appiano ha lasciato diversi interrogativi sul futuro post finale
Chi si aspettava un secco “resto all’Inter” è rimasto deluso. La conferenza di Inzaghi, tenuta in un Appiano strapieno di giornalisti da tutto il mondo e di fronte allo stato maggiore interista, ha tenuto banco per tutta la giornata. Tre le frasi principali. La prima: “Ci sono richieste, dall’Italia, dall’estero o dall’Arabia. Ma in questo momento sarebbe folle pensarci”. La seconda: “All’Inter ho un contratto e sto benissimo”. La terza, defilata ma altrettanto importante: “Il giorno dopo la partita parleremo. Se ci saranno tutti i presupposti andremo avanti”.
strategie
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Quali? Quest’ultima frase, incastonata all’interno della risposta sulle voci riguardanti l’Arabia, ha fatto riflettere. “Presupposti” sta per mercato, innesti, rinforzi, prospettive. L’Inter non sarà mai il Psg o l’Al Hilal, non potrà garantire ponti d’oro o investimenti da cento milioni per una punta o un centrocampista, e questo Inzaghi lo sa bene. La linea Oaktree – ieri in prima fila c’era Katherine Ralph, membro del Cda – è per una green line di giovani futuribili. Al Mondiale per Club vedremo Petar Sucic, mezzala croata acquistata dalla Dinamo Zagabria per 14 milioni. Il primo innesto dell’Inter 2025-26. Per la prossima stagione, quindi, non si vedranno innesti alla Taremi o alla Zielinski, ovvero parametri zero over trenta per puntellare la rosa. Sulla lista dei piani alti ci sono diversi under 26: Beukema, Lucumì, Castro, David e così via.
ciclo da avviare
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Inzaghi è consapevole che l’Inter sta per aprire un nuovo ciclo. È la rosa più anziana della Champions con 11 over 30: Acerbi, Arnautovic, Sommer, Mkhitaryan, Darmian, De Vrij, Taremi, Di Gennaro, Calhanoglu, Zielinski e Correa. Alcuni saluteranno a giugno a fine contratto, altri si avviano verso l’ultima annata interista, su altri ci saranno valutazioni. L’idea dell’Inter è quella di rinnovargli il contratto alzandogli anche l’ingaggio: si potrebbe salire a 7-8 milioni l’anno, sempre con diversi bonus. Tutt’altra cosa rispetto all’Arabia, è ovvio, ma il prestigio dell’Europa è tutta un’altra cosa. Il budget per acquistare la prossima punta sarà di circa 40 milioni. Questi i presupposti dei piani alti.
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