Liga, il gol di Muriqi contro il Real Madrid ridisegna la classifica in Spagna

ALL calcio
6 Min Read

Il centravanti kossovaro ha segnato 19 gol in Liga e con quello di ieri ha virtualmente assegnato la Liga al Barcellona

Elmar Bergonzini

Collaboratore

Bella e brutta copia. Quasi come se si trattasse perfino di due giocatori diversi. Vedat Muriqi è l’uomo che, col suo gol, ha probabilmente fatto evaporare i sogni di gloria del Real Madrid. L’attaccante kosovaro ha realizzato, in pieno recupero, il 2-1 per il Maiorca, facendo scivolare i madrileni a -7 dalla vetta. Eppure Muriqi, che con 19 centri nella Liga ha segnato meno solo di Mbappé (a quota 23) lasciandosi dietro gente come Yamal (14) e Lewandowski (12), è passato per l’Italia. Fallendo miseramente.

la lazio

—  

Muriqi è il giocatore più pagato dalla Lazio durante l’estate 2020, quella nella quale i biancocelesti dovevano strutturarsi per andare in Champions League. Eppure nel suo primo anno a Roma ha segnato appena due gol. Entrambi all’Atalanta, uno in Coppa Italia, l’altro in campionato. Ci si aspettava di più. Molto di più. Alcuni problemi di salute (saltò la preparazione per un guaio muscolare, poi prese il Covid), il modulo utilizzato dalla Lazio di Inzaghi (3-5-2) e il bisogno di adattarsi a un calcio di livello superiore rispetto a quello al quale era abituato, lo hanno limitato. A prenderlo fu Tare (ora al Milan), che lo strappò al Fenerbahce. Ci puntava molto, al punto che nell’estate del 2021, con l’arrivo di Sarri, decise di vendere Caicedo, continuando a puntare su Muriqi. Eppure il kosovaro fece male anche con il Comandante che pure cercò di difenderlo dai fischi dei tifosi: durante il ritiro estivo, infatti, Muriqi venne contestato da alcuni sostenitori biancocelesti e il tecnico intervenne con fermezza: “Se sento dire qualcosa su Vedat, faccio vuotare le gradinate”. Anche questo uno dei problemi della punta: il rapporto con i tifosi non è mai sbocciato. “Nel campionato italiano c’è sicuramente più qualità che in quello turco – spiegò Muriqi -. All’inizio mi sono infortunato, poi ho preso il Covid e ho sofferto perché la Lazio era già ad un ottimo livello di preparazione. Non era facile recuperare il ritardo sui compagni”.

i problemi

—  

Nel 3-5-2 di Inzaghi non c’era spazio per lui. Immobile doveva essere il terminale offensivo, Vedat non aveva spazio. Nel 4-3-3 di Sarri però le cose non sono migliorate: pochi cross, poche possibilità di lottare in area. La Lazio nel suo primo anno cercava la profondità, nel secondo giocava molto palla a terra. Le sue caratteristiche non venivano esaltate. “Spesso non sono stato fortunato, ma è anche vero che quando mi hanno dato delle opportunità non sono andato bene”. Umore e autostima erano crollati, come spiegò lui stesso con un tweet di risposta a un tifoso che lo sosteneva sui social: “Grazie per essere sempre al mio fianco, fratello, ma il tuo Pirata è già morto (mentalmente)”.

cambio e sfogo

—  

Col trasferimento al Maiorca è rinato, diventando presto un beniamino per i tifosi. “Avevo tante proposte, ma mi sono reso subito conto che al Marioca tutti lavorano per la squadra. Il ds e l’allenatore mi hanno chiamato direttamente facendomi capire la loro intenzione di volermi. In Italia ho passato momenti difficili. In Turchia la gente mi amava e segnavo tanti gol, ma dovevo provare quell’esperienza. Se stavo male giocavo anche 45 minuti, se stavo bene non mi davano la possibilità di giocare. Sono stati due anni molto difficili. All’allenatore non piacevo e non piacevo nemmeno ai tifosi. Quando tornavo a casa non ero felice, tornavo arrabbiato e triste. In quei due anni ho parlato molto con mia moglie, che è più forte di me. Mi ha detto che dovevo essere pronto a cogliere l’opportunità. In due mesi ho recuperato la forma. Anche quella mentale. Stavo solo aspettando il mio momento, che però non arrivava mai. Ci sono stati giorni in cui stavo bene e pensavo che sarei tornato presto al top come al Fenerbahce. Poi mi sono sentito una mer**. Pensavo che il calcio fosse finito per me. Ma la scelta di andare al Maiorca ha cambiato la mia vita. Non mi aspettavo di diventare un idolo qui, ma fin dall’inizio ho sentito un grande affetto intorno a me”. In Spagna Muriqi non sembra nemmeno lo stesso giocatore passato per la Lazio. Come se fosse la differenza fra bella e brutta copia.



Share This Article
Leave a Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *