Con l’avvicinarsi della stagione
estiva e la consueta apertura delle iscrizioni ai centri
sportivi, l’annuncio del primo Summer Camp ufficiale firmato
Kings League, in collaborazione con Sportland Milano, introduce
una novità metodologica che non passa inosservata. L’iniziativa,
che prenderà il via il 15 giugno 2026 presso la Fonzies Arena di
Cologno Monzese, oltre a essere un momento di aggregazione
ludica, vuole introdurre un modello formativo dove le dinamiche
ad alta intensità e le situazioni di gioco tipiche della Kings
League diventano propedeutiche alla preparazione tecnico-tattica
del calcio tradizionale.
Il programma didattico si focalizza infatti sulla gestione di
scenari di gioco in continuo cambiamento che richiedono una
lettura immediata degli spazi sotto pressione. Situazioni come
lo scale-up iniziale, in cui i giocatori entrano in campo
all’inizio della partita uno a uno, o le fasi dinamiche
determinate dal lancio del dado, che determina quanti giocatori
restano in campo nei primi minuti del secondo tempo, o ancora,
situazioni in cui una squadra può trovarsi a giocare in
inferiorità numerica, impongono ai giovani atleti una rapidità
decisionale che trova riscontro diretto anche nelle fasi più
critiche del calcio standard. Attraverso esercitazioni
specifiche, inclusi gli iconici shootout della Kings League (i
duelli uno contro uno con il portiere) i partecipanti affinano
una consapevolezza tattica superiore e una reattività mentale
che accelera lo sviluppo tecnico complessivo.
Lo sa bene Cristian Brocchi, attuale allenatore dello Zeta Como,
squadra rappresentata in Kings League Lottomatica.sport Italy da
Luca Toni, Melissa Satta, e lo YouTuber ZW Jackson, già
proprietario di due squadre dilettantistiche, la Zeta Milano e
la Zeta Napoli.
“Molti pensano che la Kings League non sia calcio”, ha
commentato Brocchi parlando della sua esperienza come allenatore
in Kings League, “ed è vero che le regole sono diverse,
l’impostazione è diversa e ci sono tante cose che la
differenziano da una classica partita di calcio. In una partita
di Kings League sono però molto presenti fattori fondamentali
che si ricreano anche nel calcio tradizionale: il fatto di poter
duellare con un avversario nell’uno contro uno, nel due contro
due o nel tre contro tre. Sono tutte situazioni che ti
permettono di imparare ad attaccare e a difendere, a leggere le
situazioni di gioco, a capire come affrontare un avversario in
modo diretto e a capire quando sfruttare la superiorità
numerica. Per questo la Kings League è sicuramente propedeutica
e allenante anche per il calcio tradizionale, perché poi in un
campo con regole classiche queste situazioni si ricreano
comunque. Se pensiamo a un attaccante che deve lavorare in mezzo
ai difensori, a un esterno o a un difensore impegnato nell’uno
contro uno laterale o difensivo, secondo il mio punto di vista
non c’è allenamento migliore del saper giocare in Kings League.”
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