Kevin De Bruyne intervista: Napoli, lo Scudetto, la sfida con il Milan e il futuro

ALL calcio
12 Min Read

Il belga: “Lo scudetto dipende solamente dall’Inter. Noi dobbiamo puntare a qualificarci in Champions. Contro il Milan sarà una partita soltanto per il secondo posto, almeno per il momento…”

dal nostro inviato 
Vincenzo D’Angelo

Il soprannome The King sintetizza benissimo la portata del personaggio. E quell’aura magica che si porta appresso. In campo, dove ogni tocco di palla diventa poesia. E fuori, con quel fascino da star che lo accompagna in ogni suo passo. Ma Kevin De Bruyne non ha l’atteggiamento da divo e nel privato è piuttosto riservato. Quasi a voler proteggere il mondo di Kevin dai riflettori a cui è costretto De Bruyne. Che sa essere molto ironico solo con la mimica facciale. Quando gli chiediamo conferme sulla dura metodologia contiana, gli basta una parola per esprimere chiaramente il concetto. “Yes!”. Ed è impossibile non ridere insieme a lui. Napoli-Milan è alle porte e Kevin vuole tornare a illuminare il Maradona.

Prima di tutto, come si sente?

“Sto bene. Un po’ di jet lag da smaltire dopo il ritorno dall’America. Però sto bene”.

Com’è stato tornare nella nazionale belga?

“Bello, è sempre speciale. Tutto sta andando nella direzione giusta, rappresentare il proprio Paese è un onore. So che la gente si aspetta molto da me, devo aiutare questa nuova generazione a crescere per andare lontano. È diverso dal passato, ma mi piace”.

Cosa si aspetta dal prossimo Mondiale?

“Non lo so, penso ci sia meno attesa di prima. Ovviamente avevamo un gruppo molto speciale nel 2018, ora ci sono tanti giocatori nuovi. Iniziamo a passare il girone, poi dipende da chi troveremo. Vogliamo giocare un buon calcio e andare il più avanti possibile. Speriamo di fare qualcosa di buono”.

Non andare al Mondiale per un Paese come l’Italia è una perdita enorme

Kevin De Bruyne

Al Mondiale mancherà l’Italia: sorpreso?

“Penso che il livello in Europa sia sempre più alto. Non è facile vincere ogni partita e anche le piccole nazionali possono costruire una squadra discreta e fare risultati. Certo che non andare al Mondiale per un Paese come l’Italia è una perdita enorme. Ma non c’è niente che possa farci”.

Il calcio italiano è in crisi?

“Forse. Se non fai il Mondiale per tre edizioni di fila forse lo sei. Ma non conosco i dettagli, non conosco struttura e filosofia, partendo dai giovani fino al livello più alto. Quindi non saprei…”.

Dal ritiro del Belgio ha detto di essere pronto ad aiutare Lukaku se serve. Invece quanto l’hanno aiutata i suoi amici Romelu e Mertens nella scelta di venire a Napoli?

“Non molto in realtà. Ho parlato un po’ con loro, ma alla fine ho valutato tutte le opzioni, ne ho discusso con la mia famiglia e con le persone vicine. Ho parlato con loro per capire come funzionano le cose, ma alla fine devi prendere le decisioni da solo e io ho deciso che Napoli, per me, era la scelta migliore”. 

“Perché aveva il progetto migliore per me e per la mia famiglia. Volevo continuare a giocare a grandi livelli e a Napoli c’era la possibilità di farlo. Quindi è stata la scelta migliore per tutti. Devo cercare di essere felice nel mio lavoro e nella mia vita. Ho tre figli piccoli, una famiglia, e voglio fare il massimo per farli stare bene. Ovviamente è qualcosa di diverso rispetto all’Inghilterra, come mentalità, come clima, anche un modo di vivere differente. Non era facile cambiare dopo dieci anni a Manchester ma adesso ci siamo adattati, stiamo bene. E siamo tutti felici”.

È rimasto fuori per tanti mesi. Visto da fuori, cosa è mancato al Napoli per essere da scudetto?

“Abbiamo avuto dei momenti difficili dove abbiamo perso un po’ di punti. La parte centrale è stata molto dura, abbiamo avuto diversi infortunati e non abbiamo giocato al meglio alcune partite”.

Napoli-Milan vale soltanto per il secondo posto?

“Al momento è così, tutto dipende dall’Inter ovviamente, che ha il destino nelle proprie mani: se le vincerà tutte diventerà campione. Noi possiamo solo dare il massimo per provare a vincere più partite possibile. Qualche settimana fa eravamo a meno 14, ora siamo a meno 7, è sempre molto difficile ma nel calcio le cose cambiano in fretta. Noi però non dobbiamo pensare a questo ora, ma concentrarci sul nostro obiettivo che è di entrare nelle prime quattro e tornare in Champions il prossimo anno. E poi vedere cosa farà l’Inter. Intanto pensiamo a vincere la partita di lunedì”.

Modric? È uno dei migliori centrocampisti di sempre per me, è un giocatore e una persona fantastica 

Kevin De Bruyne

Napoli-Milan sarà anche la sfida tra lei e Luka Modric. Cosa pensa di Luka?

“Top player! Lo conosco bene. L’ho affrontato tante volte, ci ho parlato tante volte. È uno dei migliori centrocampisti di sempre per me: ovviamente non posso fare paragoni tra generazioni, ma di sicuro lo è degli ultimi 20 anni. Penso di averlo affrontato almeno 20 volte tra Croazia e Madrid. Ora col Milan. Per me è un giocatore fantastico, una persona fantastica. E ha una grande famiglia”.

“Non direi amici, ma io lo sono di Kovacic e loro sono molto amici. Ci siamo incrociati spesso”.

Il metodo Conte è davvero così duro?

L’espressione è da attore navigato. Ironico, sorridente. Sereno. È rientrato con un nuovo sistema di gioco. Cosa cambia per lei?

“Non c’è molta differenza. Pure a inizio stagione spesso difendevamo a cinque con Matteo (Politano, ndr) che si abbassava ad aiutare”.

Non ha ancora segnato su azione. Le pesa?

“No, assolutamente. Non gli do molta importanza. Credo di aver giocato bene in passato e anche in queste due gare in cui sono rientrato: per me è importante fare assist, costruire occasioni, avere delle opportunità e questo sta succedendo”.

Le leggo alcune cose che hanno detto i suoi compagni su di lei. McTominay: “Siamo onorati di avere Kevin qui con noi”.

“È bello sentirlo, ma vale lo stesso per me. Ho fatto la mia carriera, con quello che ho fatto, ma non sono diverso da loro. Sono venuto qui come calciatore e ho giocato spesso contro Scott nelle partite importanti. Però sì, è bello sentirlo da lui…”. 

Hojlund può diventare un top player, ha grandi qualità e qui sta facendo molto bene

Kevin De Bruyne

Hojlund: “Con Kevin devi pensare a correre, sai già che la palla giusta arriverà”. 

“Io ci provo, ma non so… ogni volta che qualcuno fa un movimento, cerco di servirlo. Devo provare a servirlo, se non gli dai la palla smetteranno di fare un movimento e sarebbe peggio anche per me. Può diventare un top player, ha grandi qualità, ha passato un periodo difficile a Manchester ma ora qui sta facendo molto bene. È ancora giovane, ha molto tempo avanti a sé”.

Alisson ha scritto sui social che un giorno racconterà di aver giocato con De Bruyne.

“Mi fa sentire un po’ vecchio questa cosa (sorride, ndr). Come ho detto prima, mi fa piacere sentire queste cose. Io cerco di dare il massimo per me e per la squadra, e visto che sono giovani, spero magari di poter dare degli insegnamenti che potranno aiutarli in futuro”.

Lei si sente un giocatore speciale?

“Non so che cosa intendi con ‘speciale’. Penso di essere un buon giocatore, non una persona speciale. Ho le mie qualità come giocatore e come tutti provo a fare il mio lavoro al meglio, ma non mi sento diverso da nessun altro. Come ho detto, la mia carriera è la mia carriera, quello che ho fatto è il motivo per cui la gente dice così ma è il passato. Ovviamente mi aiuterà nel futuro per un paio di cose, ma come persona io sono lo stesso”.

“A volte molto rigido, ma cerco di essere disponibile il più possibile per i miei figli. Non è semplice vista la situazione, non posso essere un padre normale. Le persone mi riconoscono e non mi lasciano solo. Io ci provo, ma non è facile trovare il giusto equilibrio”.

Cosa prova a vedere suo figlio giocare a calcio?

“Mi piace, sono orgoglioso. Ma lo sono anche quando vedo l’altro cavalcare, oppure mia figlia ballare. Mi piace vederli felici, fare ciò che desiderano e che li fa stare bene. Anche al medio piace giocare a calcio ma io non metto alcuna pressione, devono fare ciò che amano fare. Io li supporterò sempre”.

Napoli potrebbe essere la sua ultima squadra?

“Questo non lo so, non ci penso adesso. Non sono quel tipo di persona, ho ancora un contratto e a Napoli sto davvero bene. Cerco di godermi il momento ora, credo di poter giocare ancora qualche anno, poi quando il fisico mi dirà di fermarmi, lo farò. Ma per ora mi sento bene”. 

Che farò quando smetterò? Mi godrò un po’ la mia famiglia, che ha fatto tanti sacrifici per me. Poi si vedrà…

Kevin De Bruyne

E cosa c’è nel suo futuro?

“Quando smetterò? Non lo so, davvero. Sicuramente non ci sarà nulla all’inizio, perché vorrò godermi un po’ la famiglia, che ha fatto tanti sacrifici per me. Poi dovrò trovare qualcosa da fare ovviamente. Nel prossimo futuro, invece, voglio solo continuare a giocare a calcio dando il massimo per restare al livello più alto possibile. Mi sento bene, sono felice e la mia famiglia è felice per me”.

Ama ancora il calcio come quando ha iniziato?

“No, credo di no. Ma immagino sia normale dopo 30 anni. Qualche volta succede di perdere un po’ di interesse, come in ogni lavoro, suppongo”.



Share This Article
Leave a Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *