Rivederlo in campo nelle prime due amichevoli ha fatto tornare il rimpianto: come sarebbe andata la scorsa stagione se non si fosse infortunato?
Sono bastate due amichevoli estive e 90 minuti in tutto con lui in campo per far tornare d’attualità la domanda che ha tormentato per quasi l’intera annata scorsa i tifosi juventini: come sarebbe andata la stagione se Bremer non si fosse infortunato? Tanti pensieri e congetture, nessuna vera risposta. La testa si ritira dalla corsa al responso, la pancia invece si lancia in riflessioni agrodolci. Perché il brasiliano ora che è tornato a oltre 300 giorni e dieci mesi dal brutto infortunio contro il Lipsia, ha ribadito che esiste una Juve con lui e una Juve senza di lui.

bremer e gatti: mai insieme in amichevole
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Il mattone più solido del muro bianconero è tornato e ora l’obiettivo è arrivare all’esordio in campionato contro il Parma con almeno un’ora sulle gambe. L’anticamera del recupero al cento per cento. Il Mondiale per club è stato utile per chiudere la fase di rientro, il raduno alla Continassa e il ritiro in Germania per rivederlo finalmente in campo e ritrovare la sicurezza perduta dietro. Nelle prime due amichevoli giocate Tudor ha scelto di mettere sempre il K2 (Kalulu-Kelly) accanto al brasiliano e non Gatti; ma non passi come una retrocessione dell’azzurro nelle gerarchie. Si tratta piuttosto di una garanzia di qualità ed esperienza lì dietro per tutta la durata di un’amichevole, senza provocare squilibri in una difesa (nemmeno nel calcio d’agosto) in cui inevitabilmente in questo periodo di operano le consuete rotazioni tra titolari e seconde linee. Bremer e Gatti, nelle diverse Juve di Allegri e Motta, hanno giocato insieme 55 partite, oltre 4.700 minuti uno al fianco dell’altro. Con Tudor ancora devono incontrarsi davanti a Di Gregorio ma già dal test in famiglia contro la Next Gen – e ancora di più il 16 agosto contro l’Atalanta a Bergamo – può essere la volta buona per rivederli insieme prima che inizi il campionato.
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“più cattivo”
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Ogni minuto in più è un sospiro di sollievo, ogni contrasto (“Sono tornato più cattivo”, parole sue) regala un sorriso a chi non vedeva l’ora di rivederlo in campo. Può un singolo giocatore fare a tal punto la differenza? Bremer vuole provare che, sì, il gruppo è tutto ma anche che un elemento riesce a spostare gli equilibri e l’asticella verso l’alto. Il valore del brasiliano – inteso come spessore umano e professionale, senza pensare ai 5 milioni di stipendio che lo lanciano sul podio degli juventini più pagati – è riconosciuto in campo e nello spogliatoio. Tudor lo sa e valorizza e tutela il suo miglior acquisto della difesa della prossima stagione in tutti i modi. “Gleison cresce e adesso deve fare minutaggio anche nelle prossime amichevoli perché il debutto in campionato col Parma del 24 agosto si avvicina”. E Bremer, via social, assicura: “Siamo sulla strada giusta!”.
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