Contro il Galatasaray l’attaccante bianconero avrebbe potuto chiudere i conti per il passaggio agli ottavi
Un eroe mancato. Dopo una stagione ai margini, sempre tartassato dai postumi di un’operazione per risolvere la pubalgia di oltre un anno fa, Edon Zhegrova ha avuto l’occasione per scrivere il suo nome nelle pagine della ultracentenaria storia della Juventus. Un gol al Galatasaray che non gli sarebbe valso certo la stella allo Stadium, simbolo dedicato ai giocatori bianconeri più rappresentativi di sempre, ma certamente un posto nei ricordi di tutti i tifosi (con i quali si è poi scusato a fine partita) come protagonista di una rimonta quasi impossibile. Di quelle da raccontare a figli e nipoti, visto che in Champions era riuscita prima soltanto 4 volte. Il kosovaro, però, l’ha sprecata nel modo peggiore: con il suo piede preferito, il sinistro, dal cuore dell’area e con lo specchio pure abbastanza libero. Perché la scivolata disperata di Elmali sembrava arrivare in ritardo e il portiere Cakir poteva solamente coprire il primo palo. L’ex Lilla, invece, non ha inquadrato nemmeno la porta, mandando il pallone a lato e, con questo, in fumo i sogni juventini.
VORREI MA NON POSSO
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Eppure, il suo arrivo l’ultimo giorno di mercato, per poco più di 14 milioni, aveva scatenato le fantasie dei tifosi bianconeri. Negli occhi di molti erano rimasti i dribbling improvvisi e i passaggi filtranti che avevano fatto a fette la difesa della squadra di Motta nell’incrocio in Champions League nell’autunno del 2024 e quel gran feeling con Jonathan David. Tutte cose, però, restate perlopiù a Lilla e viste a Torino solo a rarissimi sprazzi. E soprattutto nei finali di partita. Già, perché i 53 minuti (supplementari compresi) giocati da Zhegrova contro i turchi sono stati il minutaggio più ampio della sua stagione juventina: una sola gara da titolare, fallita, contro il Pafos e qualche subentro di buon impatto, come a Pisa, quando il suo ingresso in campo aveva cambiato il match. Ma un totale di appena 427’ giocati e, soprattutto, zero assoluto alla voce gol e assist, dopo averne collezionati ben 8 e 2 nella precedente stagione, per lui finita a dicembre.
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DA EROE A INCOMPIUTO
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Un eroe mancato, insomma, Edon Zhegrova. Che ha suscitato simpatia per quella sua “zeppettina”, termine coniato da Spalletti per definire il suo modo di toccare il pallone da sotto, mandando fuori giri gli avversari, ma alla fine, non è mai riuscito a incidere. Vorrei ma non posso, anche a causa di una condizione fisica mai pienamente raggiunta. E la storia si è ripetuta anche contro il Galatasaray: se dal suo piede sono partite l’imbucata per Kalulu in occasione del 2-0 e la punizione da cui nasce il 3-0, a fare da contraltare ci sono state 11 palle perse, un solo duello vinto su 6 tentati e 3 dribbling falliti su 3. E soprattutto quell’occasione incredibile che poteva cambiare il corso della storia. Da eroe a incompiuto, il passo è stato breve: largo come quel paio di metri di cui il pallone è uscito dallo specchio.
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