All’Olimpico i subentrati hanno guidato la rimonta fino al 3-3 finale con la Roma. Da Boga a Zhegrova, fino a Gatti, autore del gol del pareggio, rispetto al passato chi è entrato a gara in corso ha avuto un impatto decisivo. Tutte le cifre
Un ruggito dalla panchina. Dall’Olimpico, oltre al 3-3 finale che tiene in vita la sua Juventus, arriva un grande segnale per Luciano Spalletti: ora ha delle carte da cui pescare per cambiare la partita. Da Boga a Zhegrova, fino a Gatti, autore del gol del pareggio al 93’, rispetto al passato chi è entrato a gara in corso contro la Roma ha avuto un impatto decisivo. Come non si vedeva dalla trasferta di Bologna, quando fu la zuccata del subentrato Cabal a regalare ai bianconeri i 3 punti e una svolta positiva alla stagione. Nella gestione Spalletti, prima dei centri di Boga e Gatti di ieri, erano stati soltanto il colombiano e Kostic (contro il Napoli), a segnare dopo essere partiti fuori dall’undici titolare. Se si aggiungono le reti di Vlahovic (contro Parma e Genoa), Adzic (contro l’Inter) e ancora Cabal (all’Atalanta) a inizio stagione con Tudor, diventano adesso 8 i gol segnati dai subentrati juventini, che pongono la squadra bianconera sul podio del campionato alle spalle dell’Inter (11) e alla pari con Atalanta e Cagliari. Il 3-3 dell’Olimpico, però, fa della Juve la formazione della Serie A capace di guadagnare più punti grazie alle reti dalla panchina: 8, uno in più del Milan secondo in questa speciale classifica. Determinante, non soltanto per la rete che ha ridato speranza ai bianconeri, soprattutto l’impatto di Boga: per l’ivoriano, arrivato nel mercato di gennaio in prestito gratuito dal Nizza con diritto di riscatto fissato a 4,8 milioni, è una conferma. Con la Juve, infatti, aveva già servito a Kalulu l’assist del 2-2 allo scadere nella partita contro la Lazio. E se stavolta non ha brillato sotto il profilo dell’imprevedibilità (5 dribbling negativi, 13 palle perse, secondo juventino nonostante appena 28′ giocati, e 7 duelli persi su altrettanti tentati), di certo ha saputo trovarsi al posto giusto nel momento giusto. Ritrovando la gioia del gol in Serie A quasi 3 anni dopo quello realizzato a Cremona con l’Atalanta.
mezza rivincita
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Per Zhegrova, invece, è stata una mezza rivincita: dopo l’errore a porta spalancata al 95’ contro il Galatasaray che poteva cambiare la storia della qualificazione agli ottavi di Champions, stavolta ha messo lo zampino in entrambi i gol della rimonta. Una prestazione di qualità quella del kosovaro, autore di 2 dribbling positivi (alla pari con Yildiz nonostante soltanto 18′ più recupero in campo) e capace di vincere la metà dei 4 duelli tentati. Ma soprattutto due cross tagliati, l’ultimo (complice una spizzata) scaricato alle spalle di Svilar da Gatti. Uno che, con Spalletti, ha giocato appena tre partite da titolare in 4 mesi. “È importantissimo perché ci tiene vivi – non nega il numero 4 bianconero, prima di scherzare – Il mio secondo gol di fila? Da giovane facevo il centrocampista, magari da attaccante 15 o 20 goal all’anno li faccio”. Intanto, come i compagni, dall’Olimpico ruggisce: per la Champions non si molla.

