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Juve Next Gen, settori giovanili e problema prestiti

June 5, 2024 | by allcalcio.it

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La differenza tra Italia e Spagna

Questo buco nero dei prestiti ci ha fatto chiedere, ma negli altri Paesi succede la stessa cosa? E negli altri Paesi hanno praticamente tutti le seconde squadre. Abbiamo provato a portarlo in Italia e ci hanno detto ‘No, il modello non va bene perché nella seconda squadra ci vanno a giocare gli scarsi, un parcheggio’. Siamo andati a vedere in Spagna e gente come Victor Valdes, un campione d’Europa, aveva giocato nel Barcellona B 93 partite… Ancora più convinti che questa idea potesse funzionare, visto che in Spagna lo fanno da sessant’anni, abbiamo riportato il progetto al centro del modello italiano, che ancora è chiuso da questo punto di vista: ad esempio in Spagna ci sono sette squadre B in Serie C, e decine nella Serie D, cosa impossibile in Italia, per la cui normativa se una Next Gen Juve o Atalanta retrocedesse dovrebbe essere sciolta…“, prosegue Cherubini.

I giovani in Italia

Prima di tutto c’è da capire se è un problema solo italiano o strutturale a livello europeo. E da quello che esce fuori, anche togliendo l’esempio Francia fuori scala per tutti gli altri campionati, emerge una differenza impattante rispetto ad esempio alla Spagna. C’è una differenza nel processo di formazione dei calciatori sostanziale tra noi e questi paesi, e siamo anche ultimi in tutti Europa nel formare giocatori per il proprio club. E in un mondo come il calcio che ha bisogno di sostenibilità, è impensabile oggi. Si investe poco nei settori giovanili e ci sono troppi stranieri? Spesso in Italia si fa settore giovanile perché è imposto dalla Federazione, non perché ci si punti. I venti club italiani maggiori hanno prodotto giocatori per 6,3 miliardi, il solo Barcellona ad esempio ne ha tirati fuori per oltre la metà, 3 miliardi e mezzo, in Portogallo Sporting, Benfica e Porto insieme superano la somma degli italiani…Si investe nei settori giovanili, ma lo si fa male e sbagliando. Spendiamo più di quanto spendono in Spagna, spendiamo più di tutti in risorse umane per i settori giovanili e abbiamo investito più di tutti nei centri giovanili. Penso a Sassuolo, Atalanta, la stessa Juve. Troppi stranieri? Siamo in linea con gli altri campionati, a parte la Liga unica che produce oltre il 50% dei giocatori nel Paese. La differenza è nel percorso, e qui alla fine del percorso giovanile c’è il buco nero dei prestiti dopo il campionato Primavera, 400 ogni anno in tutta Italia, il 96% di loro o restano fuori quota nel club a giocare con i più piccoli o in prestito, solo il 3% sale in una prima squadra di Serie A“, conclude Cherubini.

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