Isaksen segna anche per l’Inter. Estupinan, effetto derby finito, Leao fantasma

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Ecco i top e flop del match dell’Olimpico, valevole per la 29a giornata di Serie A. I biancocelesti mettono in campo l’orgoglio e ottengono un successo che cambia la lotta scudetto.

Per oltre 24 ore si è raccontato di un campionato ferocemente riaperto, facendo però i conti senza l’oste. Tra il dire e il fare, di mezzo c’è stata una Lazio poco incline al ruolo di vittima sacrificale. La squadra di Sarri, lontana ormai da ogni obiettivo in campionato, gioca per l’orgoglio e ne mette tanto in campo per battere un Milan sognante ma poco efficace. Decide il match un gol in avvio di Isaksen e tanto basta ai biancocelesti per prendersi 3 punti che verranno festeggiati anche dagli interisti.

Le scelte di Sarri e Allegri

La Lazio per l’orgoglio, il Milan per la classifica e per dare concretezza al sogno scudetto tornato vivo dopo il pareggio tra Inter e Atalanta. A guidare i due club ci sono Allegri e Sarri, considerati manifesti di due modi opposti di intendere il calcio: giochisti e risultatisti. Ci sono assenze pesanti tra i biancocelesti che impongono l’utilizzo di Provstgaard in difesa e Patric a centrocampo. Maldini confermato falso nueve. Ancora Pulisic-Leao tra i rossoneri, con Jashari al posto dello squalificato Rabiot.

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Isaksen punisce il Diavolo in avvio

Dopo un avvio aggressivo dei biancocelesti e una grande occasione rossonera con Strahinja Pavlovic, la gara si sblocca al 26’: lancio lungo e scatto di Gustav Isaksen che brucia la difesa e batte Mike Maignan sul secondo palo. Il Milan prova a reagire ma fatica a trovare spazi nella metà campo avversaria. Nel finale la Lazio sfiora il raddoppio in contropiede con Daniel Maldini, fermato da una grande parata del portiere francese. Tutto sommato, gestione del risultato senza affanni per l’undici di Sarri.

Milan all’arrembaggio ma la Lazio tiene

La serataccia di Estupinan costringe Allegri a cambiarlo. Il tecnico livornese prova anche a modificare l’assetto tattico della sua squadra, nel tentativo di alzare il ritmo. In attacco, però, il Milan latita e a un certo punto anche Leao viene chiamato fuori dalla partita: il portoghese non la prende bene e abbandona il campo stizzito. Il 4-2-4 rossonero effettivamente produce molto più del nulla visto precedentemente. Athekame segna ma controllando palla col braccio: non vale.

Le pagelle del Milan

  • Maignan 6 Attento nelle uscite iniziali e decisivo sul contropiede di Daniel Maldini nel finale di tempo. Sul gol di Gustav Isaksen può poco.
  • Tomori 5,5 Prova a mantenere ordine nella linea difensiva ma la squadra fatica a proteggere la retroguardia. Non commette errori clamorosi ma soffre la velocità della Lazio sulle fasce. (Dal 57′ Athekame 6,5 Con il suo ingresso si dà via a un cambio modulo: da terzino, effettivamente, lo svizzero spinge. Segna anche un gran bel gol ma toccando palla col braccio nel controllo).
  • De Winter 5,5 Serata complicata. Perde diversi duelli, soprattutto con Maldini. Da una sua leggerezza nasce anche l’azione della traversa laziale.
  • Pavlovic 6 È l’unico difensore che prova a rompere le linee palla al piede. Sfiora anche il gol nei primi minuti.
  • Saelemaekers 5 Spinge poco e non riesce quasi mai a creare superiorità sulla fascia destra. Qualche cross ma senza grande precisione. Partita piuttosto anonima. (Dall’84’ Ricci ng).
  • Fofana 6 Inizio in salita, poi però diventa il centrocampista più propositivo della combriccola meneghina. La palla per Leao meritava esito migliore. (Dal 66′ Nkunku 6 Porta maggiore vivacità all’attacco).
  • Modric 5,5 Cresce nella ripresa. Prova a dare ordine e tenta anche la conclusione con un’incursione personale. Non incide in modo decisivo ma aumenta la qualità della manovra.
  • Jashari 5 Scelto titolare da Massimiliano Allegri, non riesce a incidere. Si vede pochissimo nella costruzione e fatica a dare equilibrio alla squadra. Nel finale prova un tiro che è pericoloso ma impreciso.
  • Estupinan 4 Ha una buona occasione di testa ma sbaglia la mira. Sul gol si fa bruciare da Isaksen e perde il duello decisivo. Soffre molto la fascia laziale e rischia pure l’autorete. (Dal 57′ Bartesaghi 6 Sistema la fascia e non è poco).
  • Leao 4,5 Molto spento. Non riesce quasi mai a saltare l’uomo e resta isolato là davanti. La difesa della Lazio lo controlla senza troppi problemi. (Dal 66′ Fullkrug 5 Ingresso fisico per aumentare la presenza in area. Partecipa al forcing ma trova una difesa laziale molto compatta e di fatto non becca mai palla).
  • Pulisic 5,5 Nel secondo tempo è uno dei più attivi. Si costruisce una grande occasione e guida alcune ripartenze pericolose. Manca la precisione, ma è tra i pochi a provarci davvero.

Top e flop della Lazio

  • Isaksen 7 Il migliore in campo. Colpisce una traversa e poi segna il gol del vantaggio con una grande azione personale.
  • Maldini 6,5 Molto mobile tra le linee. Mette in difficoltà la difesa rossonera e sfiora il raddoppio in contropiede.
  • Marusic 6,5 Spinge con continuità sulla fascia e serve l’assist per il gol di Isaksen.
  • Taylor 6,5 Grande dinamismo a centrocampo. Colpisce anche una clamorosa traversa.
  • Provstgaard 6,5 Soluzione quasi d’emergenza ma assolutamente ben riuscita. Chiude bene le linee d’attacco rossonere e non fa rimpiangere Romagnoli, beneficiando naturalmente dell’ottimo lavoro di Gila (voto 7).
  • Dele-Bashiru 6,5 Gara poco appariscente ma di grande sostanza.
  • Zaccagni 6 Ok il lavoro senza palla, ma da lui ci si aspetta sempre qualche guizzo in più.

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