Inter, Solet dell’Udinese e Badé del Siviglia per la difesa

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Nelle prime 7 partite alla guida del club, Chivu ha incassato 9 gol tra Mondiale e amichevoli. Ecco perché, se dovesse concretizzarsi un addio, si investirebbe anche in difesa

Gregorio Spigno

Giornalista

Più che preoccupazione, in casa Inter attorno al tema della difesa è salito il livello dell’attenzione. Perché tra il Mondiale per Club e le tre amichevoli disputate fin qui – il totale dice 7 sfide – la squadra guidata da Cristian Chivu ha incassato ben 9 gol: 2 dal Monza, un altro paio dall’Inter Under 23, uno dal Monaco e 4 in America tra Fluminense, River Plate (l’unico clean-sheet), Urawa Red Diamonds e Monterrey. Un problema causato principalmente dagli strascichi della stagione precedente e soprattutto dai pesanti carichi di lavoro, attraverso cui Chivu punta a portare il gruppo al top della condizione fisica per l’inizio di campionato, ma che comunque ha acceso un campanello: i piani della dirigenza restano chiari, e ad oggi portano tutte le fiches sul nome di Lookman, però non è escluso che arrivi una “rinfrescata” anche per quanto riguarda il reparto arretrato.

esperti o anziani?

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L’Inter, a confronto con le altre big del campionato italiano, è la squadra che (non solo) in difesa ha l’età media più alta: insieme, Acerbi, Bastoni, Bisseck, De Vrij e Pavard fanno 149 anni, ovvero una media di 29,8. Grazie al colpo De Winter il Milan rappresenta l’esempio “virtuoso” con un’età media di 24,7 anni, poi ci sono Napoli e Juve rispettivamente a 27,6 e 27,4. Eccolo spiegato, il motivo per cui la retroguardia nerazzurra è finita in difficoltà: al tramonto dell’estenuante stagione scorsa si intravedevano i primi scricchiolii causati dalla fatica, e nelle ultime 7 partite di Simone Inzaghi alla guida dell’Inter i gol incassati erano stati 13. Anche se, in quel caso, le avversarie erano Psg, Lazio e Barcellona. Un numero che, se allargato alle ultime 10 con l’attuale tecnico dell’Al-Hilal in panchina, schizza addirittura a quota 18. È vero che Chivu sta aumentando i carichi e sperimentando, ma fino ad oggi non è ancora riuscito ad invertire una tendenza che rischia di diventare pericolosa. Perché da quando la Serie A è diventata a 20 squadre, ovvero dal 2004, è capitato solo in due occasioni che non vincesse la squadra meno colpita dietro: proprio l’Inter di Mancini nella stagione 2006-07 (la Lazio subì 33 gol, Roma ed Inter 34) e anni più tardi la Juventus di Sarri (fece meglio… l’Inter) nel 19-20.

colpo green

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Sui tavoli di mercato nerazzurri, oggi, resiste una certa attesa, aspettando di capire se (e nel caso quando) Lookman diventerà realmente un nuovo attaccante dell’Inter. Ma per quanto riguarda gli altri reparti non tutto resta fermo: l’obiettivo è quello di svecchiare un po’ gli interpreti in difesa proprio come successo in attacco – con gli addii di Arnautovic e Correa e gli arrivi di Esposito e Bonny – e se dovesse concretizzarsi un addio, come potrebbe accadere per Pavard che guadagna tanto e a bilancio rappresenta uno tra i profili più pesanti, la dirigenza nerazzurra si tufferebbe su un difensore giovane, pronto e futuribile. Ecco perché sulla lista di Marotta e Ausilio sono sottolineati principalmente due nomi. Il primo è quello di Oumar Solet dell’Udinese: 25 anni, forte fisicamente, atterrato alla grande sul pianeta Serie A tanto da incantare persino San Siro proprio contro l’Inter. Il secondo, invece, porta in Spagna. Più precisamente a Siviglia, al nome di Loic Badé. Coetaneo di Solet ma già abituato anche a grandi palcoscenici internazionali – con gli andalusi ha vinto l’Europa League in finale contro la Roma -, è molto simile al centrale dell’Udinese e più in generale alle caratteristiche di cui l’Inter andrebbe alla ricerca. “Sono convinto ci saranno sorprese” ha detto il ds del Siviglia, Cordon, parlando del futuro di Badé. E chissà che la sorpresa non possa tingersi di nerazzurro…



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