Il francese è il sogno nerazzurro: resiste l’affare con l’Al-Ittihad. Per la cessione del centrocampista della Nazionale al Nottingham Forest serve un rinforzo in mediana: la prima scelta è sempre Curtis Jones
Quelle pochissime volte in cui gli sfugge qualche termine astruso, Chivu torna a spazzare in tribuna, come gli capitava ogni tanto in campo: «Scusate, sono romeno…», dice Cristian, mentre ride sotto ai baffi. In realtà, dopo 22 anni di Bel Paese, il tecnico interista conosce l’italiano fin nelle più sottili sfumature e, all’occorrenza, sa usare ogni tono, anche il più formale. Il più deciso. Ad esempio, in questo contorto fine mercato di gennaio, è stato piuttosto netto nell’avanzare una precisa richiesta ai dirigenti: un’aggiunta alla causa nerazzurra servirebbe eccome, un nuovo innesto in extremis sarebbe altamente gradito. Di riflesso, il presidente Beppe Marotta e il ds Piero Ausilio sono al lavoro sotto traccia per accontentarlo lì dove gli piacerebbe di più, sulle fasce. Non su una, ma su due corsie, perché Moussa Diaby si potrebbe muovere con naturalezza su entrambi i lati del campo, con enormi possibilità di crescere e adattarsi al sistema nerazzurro. Insomma, il sogno proibito nerazzurro in questi giorni convulsi di fine mercato è ancora il 26enne francese in cerca del modo migliore per lasciare l’Al-Ittihad.
Riapertura
—
Chivu oggi potrebbe esagerare con i numeri e volare addirittura a +8 sul Milan, anche se con una partita in più: la classifica parla con una certa chiarezza, il romeno si è meritato sul campo e con i risultati un eventuale regalino da scartare subito ad Appiano. Gli sarebbe utilissimo per continuare la fuga scudetto e per giocarsi la vita al gelo norvegese della Champions. Nonostante le solite difficoltà nel trattare con i sauditi, che avevano inizialmente scoraggiato il management nerazzurro, Diaby è ancora presentissimo nei pensieri di tutta l’area sportiva: è il preferito dell’allenatore e, di riflesso, pure quello dei dirigenti. Perché questo 26enne arrivi davvero alla Pinetina, come desidera ardentemente lui stesso, però, serve un cambio di scenario, non prevedibile ma neanche impossibile: serve che l’Al-Ittihad ammorbidisca la propria posizione e non si arrocchi sulla formula del trasferimento. Sotto sotto, all’Inter sono ancora fiduciosi che questo possa accadere con la sponda del francese. Insomma, i margini sono piuttosto stretti, ma sufficienti per un colpo di scena a 48 ore dal gong.
Trattativa
—
Le comunicazioni tra i nerazzurri di Milano e i gialloneri di Riad si sono (temporaneamente) interrotte, nel momento stesso in cui i sauditi avevano preteso un trasferimento esclusivamente definitivo. Nello stesso tempo, poi, chiedevano tempo per trovare un’alternativa prima di lasciar partire il proprio talento. A vederlo così, non lo scenario migliore perché i nerazzurri potessero coltivare le proprie speranze. In questa storia di mercato, però, il principale alleato di Chivu è diventato lo stesso nazionale francese: quando il tecnico romeno gli ha parlato al telefono (stavolta in inglese) è stato, evidentemente, assai convincente nel fare ardere dentro di lui questa voglia di Inter. L’antica legge del pallone vale pure nel deserto: in casi come questi, è la volontà del giocatore a fare tutta la differenza del mondo. Il tempo stringe, tra oggi e domani si capirà se ci si potrà risedere al tavolo una volta per tutte: finora in Arabia Saudita avevano detto no a un prestito con diritto di riscatto fissato a 35 milioni, ma trasformare il diritto in obbligo (modificando la cifra totale) potrebbe risolvere la partita. E rendere felice Chivu, che dà un po’ cerca soluzioni offensive differenti da quelle che ha già in rosa: Diaby, ad esempio, non nasce dentro all’ortodossia del 3-5-2, andrebbe addestrato a nuove consegne, ma darebbe dribbling e imprevedibilità inattese.
Tutti a destra
—
Il francese pare avere, comunque, ben altra fibra rispetto al timido Luis Henrique, che finora non ha minimamente riempito la voragine lasciata dal’infortunato Dumfries: vada come vada, né il brasiliano (cercato insistentemente dalla Premier) né l’olandese, ormai sulla via del recupero, lasceranno l’Inter a gennaio per decisione del club interista e di Chivu. Nel caso specifico di Denzel, poi, il Liverpool ha già raffreddato i bollenti ardori e si è tirato indietro alla velocità della luce: pesa l’età, sono troppi i quasi 30 anni dell’esterno per gli standard giovanilisti della Premier. Al contrario, però, i Reds potrebbero ancora indirizzare verso Milano uno dei gioielli della casa: Curtis Jones, 25 anni compiuti due giorni fa. Tutto possibile solo a una precisa condizione: il via libera al prestito da parte degli inglesi è condizionato a un prolungamento di contratto di un anno (dal 2027 al 2028). Il giocatore, che si sente fuori dal progetto di Slot, è troppo scalpitante per dire sì. Se pur di raggiungere l’Inter cambiasse idea, allora a quel punto Davide Frattesi lascerebbe la Pinetina per ritrovare il sorriso perduto: tra lui e il Nottingham Forest è tutto definito nei dettagli, basta solo un segno e si passa la Manica.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


