Il francese è sacrificabile dai giallorossi, che devono investire in attacco. Marotta e Ausilio attendono una mossa dai Friedkin, ma valutano alternative in mezzo. E intanto arrivano 30 milioni da Asllani e Zalewski
Oggi l’Inter tutta si siederà attorno a un tavolone al decimo piano di viale della Liberazione – ad Appiano, invece, secondo giorno di quiete – e si proverà a fare ordine in mezzo a questo rumore: tra esuli nigeriani che scalpitano, francesi sfumati (solo in apparenza) e vendite improvvise, nelle ultime settimane il mercato nerazzurro è stato una bella minestra. Anche quando il fuoco sembrava spento, però, la pentola bolliva. Adesso, però, il club nerazzurro è pronto a cambiare ricetta e fare una nuova scelta di campo, filosofica e definitiva. Tutto, in fondo, parte dall’intuizione in panchina: Cristian Chivu ha visto cambiare le esigenze della squadra man mano che la spremeva nella durezza della preparazione, dirigenti e proprietà sono pronti ad adeguarsi.
riecco manu
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Anche per questo sfuma all’orizzonte l’acquisto di Ademola Lookman, nonostante i 17 milioni incassati dall’Atalanta per Zalewski: dimostrano un canale riaperto con Bergamo dopo tempo, ma non basta. Le due vicende rispondono a logiche diverse, sono separate e tali resteranno: una è stata un blitz da guerra lampo, l’altra una trattativa sfinente e ormai congelata a tempo indeterminato. Se la punta nigeriana, che si allena ancora in Portogallo, è quindi scivolata nelle gerarchie nerazzurre, emerge invece con nettezza l’esigenza di un grande centrocampista per Chivu. Uno forte nel fisico e nel tocco, difensivo e offensivo insieme. Una scarica di energia in un reparto d’eccellenza, che è però rimasto per anni uguale a se stesso. In due parole, uno come Manu Koné, il centurione romano che a cavallo di Ferragosto sembrava doversi vestire di nerazzurro, poi la nuova maglia gli è stata sfilata via.
l’attesa
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Il 24enne giallorosso e titolare della nazionale francese stava per parlare dei dettagli di contratto con l’Inter, prima che il subbuglio nella Capitale portasse la Roma a telefonare all’Inter per toglierlo dal mercato. A Trigoria, però, la situazione sarebbe assai fluida e non ci sarebbe più una chiusura totale alla vendita di Koné: l’equilibrismo nelle dichiarazioni di Gasperini di sabato, dopo l’amichevole contro i sauditi del Neom, è stato letto in quella chiave. In sostanza, la Roma vorrebbe concludere il proprio mercato senza privarsi di nessun big, ma la strettoia del Settlement Agreement Uefa, unita all’esigenza di rifare l’attacco per Gasp potrebbero obbligare a una dolorosa perdita, e pazienza se i tifosi non capiranno subito. Proprio qui, tra le pieghe dei tormenti giallorossi, aspetta l’Inter: il gradimento assoluto per Koné non è diminuito, ma l’ondeggiare dalla Capitale non è piaciuto. Dal pomeriggio del 15 agosto il presidente Beppe Marotta e il ds Piero Ausilio non hanno più avuto contatti con i colleghi romanisti, né segnali ufficiali di un cambio di strategia giallorosso, ma sanno bene che la vicenda potrebbe riaprirsi d’improvviso nelle prossime ore. Per questo, vigilano a distanza e aspettano eventuali mosse romane: la somma stanziata per Lookman, partendo sempre da quota 40 milioni, è lì pronta a essere dirottata su Manu, se solo i Friedkin dessero il via libera per trattare davvero. C’è poi una piccola differenza tra questa eventuale trattativa e il precedente dialogo singhiozzante per Lookman: per un 24enne come Manu, i nerazzurri avrebbero margini per aggiungere qualche milioncino in più all’occorrenza. Per il 28enne Ademola non c’era la stessa apertura, come sa la Dea.
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pugno sul tavolo
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Non di solo Koné vive l’Inter, e ci mancherebbe: i nerazzurri valutano anche alternative, soprattutto all’estero. Esplorano comunque le mediane di altri campionati in cerca di un centrocampista con caratteristiche simili al francese. Nel caso non si riattivassero le comunicazioni con la Capitale, i dirigenti saranno pronti. Anche in questo caso, come quando c’era Lookman in cima ai pensieri, l’Inter spenderà valutando con molta cura la portata dell’affare: l’offerta cadrà solo per un colpo vero, per un giocatore che sia un pugno sul tavolo della Serie A e che sia capace di cambiare l’anima della squadra. In questo momento i nerazzurri identificano questa figura salvifica in mezzo, perché là davanti hanno misurato la crescita vertiginosa di Pio e Bonny. Valutano anche la possibilità di avanzare il raggio d’azione di Frattesi, assaltatore scelto ancora corteggiato dal Newcastle. Insomma, al netto di possibili nuove opportunità o scossoni, in attacco si sta bene così, mentre il centrocampo è cangiante. Tra l’altro, proprio lì, Kristjan Asllani sta salutando per trasferirsi a Bologna e lascerà libera una casella. Per l’albanese, i nerazzurri puntano a incassare circa milioni, che sommati ai 17 freschi da Zalewski fanno più di trenta pronti all’uso. Giusto prima delle ultime due settimane di mercato, sono munizioni supplementari per far felice Chivu, anche in difesa.
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